Sul piano della sicurezza la novità che preoccupa tutti è che droni bomba russi sono stati «depositati» vicino a un aereo cargo nell'aeroporto di Lipsia. Su quello della politica, Tajani ci fa sapere che nutre seri sospetti sulla possibilità che la Russia ingerisca sulle elezioni italiane.
La reazione che mi viene spontanea risponde a due monosillabi: «mah!» e «mbeh!?»:
- Il «mah!» esprime una disillusa perplessità perché non ho capito bene come si faccia a «depositare» un drone, anche perché da sempre ero convinto che è molto più semplice farlo schiantare sull'obiettivo prescelto oppure, e più discreto «depositare» un pacco.
- Il «mbeh?» esprime un'altrettanto disillusa perplessità perché non vedo come il Cremlino potrebbe penetrare nel cervello e nel cuore di non so quanti milioni di italiani che votano, a meno che non si tema che il servizio russo sia in grado di mettere in piedi una campagna disinformativa capace di ipnotizzare le menti degli italiani, oppure che sia cosi' penetrato a fondo nel nostro sistema elettorale e nelle stanze del nostro Ministero, tanto da ribaltare quello che occhi di scrutatori e procedure di controllo e trasporto delle schede avranno sancito la regolarità dei risultati.
Ma circa quei due monosillabi c'é da evadere due interrogativi da nulla, delle quisquiglie:
(Quanto al « Mah! ») come facciamo a credere che nel giro di un batter di ciglia si sia riusciti a determinare che si tratti di droni russi, «depositati» dai russi, atteso che per un bel po' abbiamo creduto che fossero i russi ad aver «autosabotato» il loro gasdotto e che i vari droni intercettati su cieli UE/NATO, per i quali tutti abbiamo creduto che stessero per arrivare i cosacchi, in realtà erano droni ucraini... e se vogliamo essere un minimo obiettivi, non ci si puo' porre la madre di tutte le domande, ossia «qui prodest?» che, detta terra-terra, significa chiedersi che cosa ne avrebbero ottenuto come ritorno in tasca i russi dopo aver « depositato» dei droni bomba in un aeroporto tedesco senza nemmeno farli esplodere? E se fossero esplosi, il Cremlino che cosa ci avrebbe guadagnato?... la saggezza latina che ci ricorda sempre di porsi delle domande prima di giungere a una conclusione che può rivelarsi affrettata, rilancia con una frase più cogente che invita a riflettere meglio prima di agire: «quisquis agis, prudenter agas et respice finem» (comunque tu agisca, agisci con prudenza e valuta bene il fine)... il mio timore é proprio questo: l'UE e la NATO non conoscono il latino.
(Quanto al «mbeh?») non so cosa dire perché il Tajani, come me, qualche nozione di latino ce l'ha, ma quel che gli difetta, a mio avviso, é la facoltà di saper prendere le distanze da chi sta eterodirigendo la politica estera italiana, si chiama coraggio ed é quello che induce al sacrificio gli uomini di valore quando é in ballo l'interesse della Patria, e l'interesse della Patria, adesso, non è sfrucugliare la Russia per compiacere chi invece ha tutto l'interesse a farlo.