Il capogruppo di Sinistra con Lucca ed esponente di AVS: «Ferisce vedere un consigliere comunale prestarsi a simili comportamenti. E ferisce la strumentalizzazione delle recenti morti: un dolore che appartiene a tutta la Città, noi compresi. La bandiera italiana è di tutti, non della Lega. Che dovrebbe ricordarsi anche le parole di Bossi sul tricolore».
«Ci ricordiamo bene quando una consigliera comunale di opposizione partecipò a una manifestazione davanti alla Casa della Pace sulle Mura, che il sindaco Pardini aveva deciso di chiudere. Per mesi la maggioranza si stracciò pubblicamente le vesti, accusando l'opposizione di scarso rispetto per le istituzioni e persino per un'opera pubblica. Adesso che a partecipare a un blitz su un'installazione artistica è un consigliere comunale della Lega, della stessa maggioranza, ci aspettiamo altrettanta indignazione. Oppure le regole e il rispetto delle opere pubbliche valgono soltanto quando fa comodo? Il sindaco Pardini prende le distanze da quanto accaduto, oppure per i consiglieri della sua maggioranza tutto è consentito?».
Lo dichiara Daniele Bianucci, capogruppo di Sinistra con Lucca – Sinistra civica ecologista ed esponente di Alleanza Verdi Sinistra, annunciando la presentazione di un'interrogazione consiliare sul blitz notturno compiuto dalla Lega sull'installazione artistica Oltre le radici di Stefano Pierotti, fuori Porta Sant'Anna.
«Dalle fotografie pubblicate dalla stampa emerge chiaramente la partecipazione all'iniziativa del consigliere comunale leghista Massimo Fagnani. E questo ci ferisce particolarmente. Perché un consigliere comunale, indipendentemente dalle proprie idee politiche, dovrebbe sentire la responsabilità di rappresentare l'intera comunità e di rispettare il patrimonio artistico e gli spazi pubblici della nostra città. Si può non condividere il messaggio di un'opera, si può criticarlo e contestarlo. Ma è davvero questo il modo in cui un rappresentante delle istituzioni pensa di confrontarsi con idee diverse dalle proprie?».
«C'è poi un altro aspetto che ci amareggia profondamente: la strumentalizzazione delle recenti morti e del dolore che hanno provocato nella nostra comunità. Un dolore autentico, che appartiene a tutta la Città, noi compresi, e non certamente soltanto a chi oggi pretende di farsene interprete attraverso gesti di questo genere. Di fronte alla perdita di vite umane dovrebbero esserci rispetto, raccoglimento e vicinanza, non iniziative che rischiano di trasformare il lutto in uno strumento di contrapposizione politica. Nessuno può arrogarsi il diritto di rappresentare da solo il dolore di un'intera comunità».
«E poi c'è la questione del tricolore. La bandiera italiana appartiene a tutte e tutti, non è proprietà di una forza politica. Fa sorridere amaramente che oggi proprio la Lega voglia impartire lezioni di patriottismo. Forse qualcuno ha dimenticato quando, nel luglio 1997 a Cabiate, il suo fondatore e allora segretario Umberto Bossi, indicando una bandiera italiana esposta su una scuola, dichiarò: "Il tricolore lo uso per pulirmi il culo". Sono parole che non abbiamo dimenticato. Naturalmente è sempre positivo cambiare idea, soprattutto quando si passa dal disprezzo al rispetto per i simboli della Repubblica. Ma un po' di memoria e di coerenza, prima di ergersi a custodi esclusivi dei valori nazionali, non guasterebbero».
«Con la nostra interrogazione chiediamo dunque al sindaco se fosse preventivamente a conoscenza del blitz, se l'iniziativa fosse stata in qualche modo concordata o autorizzata dall'Amministrazione e, soprattutto, se valuti positivamente o meno la partecipazione del consigliere Fagnani a un'azione del genere. Chiediamo inoltre se sia a conoscenza di eventuali atti vandalici o danneggiamenti che abbiano interessato anche nel recente passato l'installazione artistica, con particolare riferimento all'impianto di illuminazione, e quali provvedimenti siano stati eventualmente adottati».
«L'opera di Pierotti richiama storie di migrazione, sofferenza e umanità. Negli anni ha accolto anche messaggi dedicati alle vittime del Mediterraneo e alla tragedia di Gaza. Sono temi sui quali le opinioni possono essere differenti, ma sui quali non dovrebbe mai venir meno il rispetto. Non si onorano le vittime di una tragedia oscurando simbolicamente il dolore di altre vittime. E non si difende il tricolore utilizzandolo come strumento di una provocazione politica. Ci auguriamo che almeno questa volta il sindaco Pardini trovi parole chiare. Le stesse che la sua maggioranza non esitò a pronunciare quando a essere coinvolta era una consigliera di opposizione. Perché il rispetto delle istituzioni e delle opere pubbliche non può cambiare a seconda del colore politico di chi viene chiamato in causa».


