Anno XI 
Venerdì 11 Settembre 2026

Scritto da carmelo burgio
Politica
10 Novembre 2024

Visite: 1465

La stampa impegna tempo e concede spazio alla vicenda del docente Christian Raimo, trombato alle ultime europee alle quali l’aveva candidato AVS (che in genere se non sei stato condannato o condannabile non ti prende in considerazione), sospeso per 3 mesi – con stipendio ridotto – per aver rivolto epiteti non proprio urbani a Presidente del Consiglio e Ministro della Pubblica Istruzione. Era già stato richiamato all’ordine due volte, ma non se ne era dato per inteso. È partita immediatamente la catena di Sant’Antonio dei benpensanti, a destra e a sinistra, per dire che magari era meglio un bel dibattito politico con lui, che non è giusto sospendere un docente decurtandogli il salario, che in definitiva quel che ha detto lo ha pronunciato non in aula con gli studenti, ma nella sua attività di giornalista e di aspirante – invano – politico.
Non m’impegolo in disquisizioni per stabilire se sia giusto o meno sospendere Raimo. Tanto in base alla matrice politica del lettore, ciascuno resta della sua idea. E allora esamino il problema in altro modo.
La sospensione dal servizio, fino al licenziamento, è provvedimento disciplinare della pubblica amministrazione. Compete alle autorità gerarchicamente sovraordinate all’accusato. Si applica nel mondo del pubblico impiego.
Per un militare – ad esempio – vi sono la perdita del grado per rimozione, equivalente al licenziamento, e la sospensione per un numero variabile di mesi, con mezzo stipendio.
Il superiore applica la sanzione dopo aver esaminato il comportamento tenuto dall’interessato, e applica la normativa, in questo caso il Codice Etico approvato nel 1922 per il personale della Pubblica Istruzione. L’interessato può ricorrere al Tribunale Amministrativo Regionale, proporre Ricorso Gerarchico o Ricorso Straordinario al Capo dello Stato. La politica può discettare, ma non sostituirsi al legittimato esercente la potestà disciplinare. Questo può essere colpito se si rileva che ha esercitato il potere sanzionatorio con dolosa e malevola ingiustizia.
Ricordiamo che il generale Vannacci è stato sospeso per 11 mesi, con salario decurtato come accade al Raimo. Nessuno ha avuto l’idea di criticare il provvedimento del Ministro della Difesa, ed è pacifico che sia il TAR a decidere se la sanzione fosse o meno giusta. E in 2° grado il Consiglio di Stato.
Con precedenti governi con componente M5S e comunque senza la destra, due insegnanti son stati licenziati. Nessuno a sinistra pare abbia avuto alcunché da ridire.
Per cui a Raimo non è stato fatto alcunché di “ingiusto”, ove per tale si può intendere solo ciò che è contra legem. Gli è stato applicato un provvedimento disciplinare previsto dalla normativa. Dire che certe espressioni le abbia usate fuori dell’aula ove istruisce (?) i discenti affidatigli conta nulla. Anche Vannacci il libro non l’ha scritto mentre era in caserma – salvo prova contraria – ma l’autorità competente ha ritenuto di doverlo punire. Anche l’insegnante che inveiva contro le Forze di Polizia non stava in aula, ed ha perso il posto di lavoro.
Conclusione: Raimo si paghi come previsto l’avvocato – a meno che non glielo paghi il partito a lui più vicino – per il ricorso al TAR o a ciò che riterrà meglio per lui. E aspetti i tempi previsti per il giudizio, che dirà se la sanzione disciplinare sia stata congrua o meno.
E tutti coloro che si affannano a esprimere la propria opinione grondante buonismo – chiaramente a senso unico – riflettano sul fatto che, al solito, avrebbero dato di sé migliore immagine ove avessero mostrato preoccupazione anche per il generale che, per 11 mesi, non avrebbe percepito il salario di competenza, e per l’irritatissima insegnante licenziata. Va bene, Raimo non è autore di libri di successo, non può sostituire i mancati introiti stipendiali d’insegnante coi diritti d’autore, ma ci dobbiamo far carico di tutti i problemi dell’umanità?
Magari, dopo questa toccatina disciplinare, imparerà a esercitare maggiore cautela in “pensieri, parole, opere e omissioni”.
Al solito, non ritengo pertinente star a giudicare se ciò che i tre hanno detto o scritto sia corretto: non mi compete. Ma che di fronte a fatti uguali si reagisca in modo difforme non posso non annotarlo, com’ennesima dimostrazione di un mondo che stabilisce aprioristicamente cosa sia o meno giusto attraverso il puro arbitrio, naturalmente al caviale.        

Pin It

ULTIME NOTIZIE BREVI

Spazio disponibilie

Un viaggio nella poesia italiana contemporanea, aperto anche a chi non è un lettore abituale di versi. Si…

Cambio alla conduzione del Premio Internazionale Satira Politica di Forte dei Marmi, in programma sabato 19 settembre alle…

Spazio disponibilie

Dopo il buon riscontro del primo fine settimana, l'esposizione immersiva nel cuore di Piazzale Verdi entra nel vivo della programmazione feriale. Cresce l'attesa per il raduno di domenica 13 settembre

Si è rinnovata la tradizione della consegna dello stemma del Comune in segno di devozione alla Madonna di Montenero. L'assessore…

Spazio disponibilie

Con la fine dell'estate è tempo di riapertura della piscina comunale che, sino al 30 settembre, adotterà un orario…

Il sindaco di Viareggio Sara Grilli, a nome dell'amministrazione comunale e dell'intera città di Viareggio, esprime il…

"Ambiente e salute. Scelte consapevoli per un ambiente sano" è il tema di un corso, articolato in quattro incontri,…

Il Museo G.B. Giordano della Fondazione Mario Tobino, inaugurato nel dicembre scorso alla presenza delle…

Spazio disponibilie

Venerdì 12 settembre 2026, dalle 16:00 alle 19:00, la scuola Junkan Dojo apre le porte a tutti per un pomeriggio dedicato alla…

È lucchese il romanzo più venduto su Amazon per la Storia giapponese.  Al primo posto Bestseller  è Kaijin-l'ombra…

Spazio disponibilie

RICERCA NEL SITO

Duetto - 160
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie