"Elvio Cecchini si è dimesso... ma non troppo. Il leader di Azione di Lucca nella sua lettera di dimissioni consegnata ufficialmente giovedì scorso ha sì dichiarato la sua uscita dalla maggioranza e ha rimesso il ruolo di presidenza della commissione consiliare bilancio. Ma nulla ha detto rispetto all'incarico, fiduciario e di natura prettamente politica, che direttamente il sindaco gli ha assegnato il 6 novembre del 2024 per coordinare il processo di attuazione del Piano attuativo e del progetto di recupero della Manifattura sud. In pratica, si è dimesso da tutto... tranne che dal suo incarico più importante e di natura più strettamente fiduciaria nei confronti di Pardini. Per il questo ruolo, nel Consiglio comunale di giovedì scorso, Pardini gli aveva rinnovato la fiducia: mossa che alla luce dei fatti risulta addirittura ridondante, visto che Cecchini manco l'aveva rimesso nelle sue mani. Noi chiediamo a Cecchini e a Azione di fare chiarezza: e invitiamo loro ad avviare insieme un percorso alternativo a questa maggioranza che ospita al suo interno estremismi che non ci appartengono. Le cittadine e i cittadini lucchesi non si meritano infatti ambiguità e comportamenti che rischiano di essere letti come opportunismi".
È il consigliere comunale Daniele Bianucci ad intervenire sulla crisi di maggioranza in atto a Lucca.
"Noi siamo stati felici di apprendere la decisione del consigliere Cecchini e di Azione Lucca di lasciare la maggioranza quando il sindaco ha confermato in un incarico politico e fiduciario la signora Frigo, nel frattempo diventata dirigente nazionale del partito estremista di Vannacci - spiega Bianucci - Certo, non ci sfugge una certa dose di incoerenza, visto che Azione era già in una maggioranza dove, ahimè, è presente una lista civetta di Casapound: ma crediamo sia importante guardare non il dito, ma la luna, e quindi pensiamo sarebbe positivo che una parte della cultura poltica moderata cittadina decidesse finalmente di darci una mano nella costruzione di un'alternativa per la nostra comunità. Ecco, la scelta di Cecchini e di Azione di non dimettersi dal ruolo più importante e di più stretto legame fiduciario col sindaco e con la sua maggioranza, ci lascia però adesso molto perplessi. Noi crediamo la politica debba impegnarsi a fare percorsi chiari e non ambigui: perché in caso contrario si rischia che altrimenti i comportamenti vengano letti come opportunismi. Per questo auspichiamo che Cecchini e Azione lascino da parte ogni ambiguità. Se sarà così, potremo davvero costruire insieme un'alternativa seria. C'è bisogno di cambiamento non solo perché Pardini è ormai in balia dell'estrema destra, ma soprattutto perché questi quattro anni ha disatteso ogni promessa sui temi sociali, ambientali, culturali e di partecipazione. Facciamo solo un esempio, ma sarebbero molti: gli indirizzi per un regolamento della gestione del verde - che metta finalmente fine al taglio indiscriminato di alberi - e che proprio Cecchini ha voluto con una mozione consiliare appoggiata anche da noi due anni fa, ma che mai ha avuto seguito dall'amministrazione comunale e dalla fallimentare gestione dell'assessora Consani. C'è bisogno di voltare pagina: e se si mettono da parte le ambiguità, potremo farlo insieme".



