Anno XI 
Mercoledì 29 Aprile 2026

Scritto da Redazione
Politica
29 Aprile 2026

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Dopo il consiglio straordinario dedicato agli 80 anni del consiglio comunale di Lucca, giunta e consiglieri sono tornati alla normalità con il consiglio comunale del 28 aprile, tra disguidi sulle votazioni dovuti a un’evidente perdita dell’abitudine e gli ormai usuali battibecchi serrati tra il consigliere Giannini e il presidente Enrico Torrini.

Ad aprire come di consueto il consiglio è stata la fase delle raccomandazioni, con il capogruppo del PD Enzo Alfarano che ha messo in luce la situazione, in questi giorni oggetto di intense attenzioni, del centro prelievi del Campo di Marte. Di seguito ha preso la parola Valeria Giglioli (Sinistra Civica Ecologista), che ha segnalato le condizioni di via della Scogliera, caratterizzata dalla ripetuta formazione di buche numerose e profonde: “Noi lì facciamo manutenzione ordinaria, ma ad ora siamo bloccati per quanto riguarda la manutenzione straordinaria, perché abbiamo scoperto che nell’ultima parte diventa di proprietà privata”, ha spiegato subito l’assessore ai lavori pubblici Nicola Buchignani.

Dopo ulteriori raccomandazioni, tra cui quella del consigliere del PD Gianni Giannini che ha raccomandato la rapida nomina di un nuovo garante dei detenuti viste le tragiche condizioni di sovraffollamento del carcere San Giorgio, l’attenzione si è spostata sulla discussione della pratica 27/2026, intitolata “Riconoscimento del debito fuori bilancio derivante da sentenze esecutive”.

Delle dieci sanzioni ricordate dall’assessore al bilancio Moreno Bruni, una in particolare ha attirato l’attenzione del consigliere Giannini: il ricorso al TAR mosso dal signor Andrea Vierucci per la declaratoria della legittimità del silenzio contro il comune di Lucca e la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Lucca e Massa Carrara, relativamente a un procedimento repressivo sanzionatorio a seguito di un esposto di diffida con riferimento alla realizzazione di un subappalto in assenza di titolo abitativo e autorizzazione della soprintendenza presso un immobile vincolato.

È chiaro che i duemila e cinquecento euro che il TAR ha imposto al comune di Lucca di pagare siano una mancetta per un comune che ha un avanzo di bilancio libero, ma ci dicono qualcosa: ci dicono che il comune ha avuto un’inerzia amministrativa, ed è stato multato per non aver ascoltato il cittadino. Un cittadino che si trovi in una condizione di vicinitas ha il diritto di sollecitare verifiche, e l’amministrazione ha il dovere giuridico di rispondere”, è stato infatti il commento di Giannini. Bruni si è dichiarato d’accordo con le sue parole, ma ha corretto l’invito del consigliere a far in modo di limitare sentenze del genere che regolarmente portano il comune a pagare soldi pubblici, notando che si tratta solo di una notevole minoranza. La pratica è infine stata approvata con 18 voti favorevoli e 11 contrari.

Si è quindi passati alla pratica 33/2026, “Modifiche al regolamento edilizio comunale. Approvazione”, illustrata dall’assessore Buchignani: “Il regolamento edilizio è stato approvato dal consiglio comunale a fine luglio ed è entrato in vigore a metà settembre; già avevamo detto che sarebbe iniziato un percorso di interlocuzione con i vari ordini professionali e la commissione urbanistica per accogliere eventuali migliorie e arrivare al documento definitivo. Alla fine abbiamo apportato numerose piccole correzioni, riassunte in otto punti- ha spiegato Buchignani- Inoltre, abbiamo aggiunto un nuovo articolo, introducendo la disciplina dei manufatti leggeri per attività produttive su suolo privato. Prima era possibile avere spazi a servizio delle proprie attività per un determinato periodo dell’anno su presentazione di domanda, e per chi si trovava in zona di vincolo paesaggistico dopo 180 giorni era necessario smontare il manufatto e rimontarlo con un’autorizzazione successiva: tante attività produttive ci chiedevano come poter sopperire allo smontaggio di questi manufatti, ma fino a ieri una norma non esisteva. Abbiamo così lavorato sulla stesura dell’articolo 65: adesso, su suolo privato sarà possibile montare un manufatto leggero, di dimensioni non superiori ai 100 metri quadri; avranno una durata massima di cinque anni, rinnovabili prima della scadenza per ulteriori cinque anni per due volte. Dall’amministrazione viene richiesta la presentazione o rilascio di una petizione assicurativa o bancaria a favore dell’ente, perché alla scadenza dell’attività se non verrà smontato il manufatto leggero come richiesto dalla norma possa pensarci l’amministrazione. Ovviamente sarà massima l’attenzione al decoro: non vogliamo sicuramente che sul territorio nascano obbrobri o manufatti non degni della loro collocazione”.

È stato proprio l’articolo 65 a sollevare le polemiche del consigliere Giannini, che ha sottolineato un’apparente incongruenza con il preesistente articolo 32 per quanto riguarda le indicazioni relative a distanze dai confini e altezze massime. È sorto quindi un battibecco tra lo stesso Giannini, l’architetto Marioni e il presidente Torrini, culminato in una veemente lettura collettiva dello stesso articolo 32; il che non ha però appianato le interpretazioni divergenti di Giannini e Torrini. La pratica è comunque stata posta in votazione e approvata, riconosciuta la positività dell’interlocuzione con le attività e della spinta all’aggiornamento, con 19 voti favorevoli e sette astenuti.

L’ultimo punto dell’ordine del giorno ha riguardato alcune modifiche circa la composizione delle commissioni consiliari, sia da parte della maggioranza che della minoranza: per la minoranza, Alfarano sostituirà Martini in commissione controllo e garanzia e sarà sostituito da Giglioli in commissione partecipate, mentre per la maggioranza i consiglieri Da Prato e Pierotti si scambieranno i ruoli nella quinta e nella prima commissione. La pratica è stata approvata, fatto più unico che raro, all’unanimità.

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