Anno XI 
Venerdì 23 Ottobre 2026

Scritto da Redazione
Politica
27 Agosto 2026

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Sarà perché a scuola non me la cavavo male, con promozioni abituali su medie decorose, fino alle Università di Cagliari e Roma, che la bocciatura recentemente inflittami dalla sinistra milanese mi ha fortemente scosso (?), inducendomi ad alcune riflessioni. Fra l’altro rendevo bene in Storia e Italiano, materie che ho proseguito a coltivare con passione.

Ricapitoliamo, comunque, partendo da un caposaldo indiscutibile.

La storia è costituita da un susseguirsi di eventi. Non è detto che li si possa conoscer tutti, ma una volta individuati, entrano tutti a farne parte. Ometterne uno o più, porta ad un racconto falsato, ovvero manchevole di pezzi che potrebbero modificarne il giudizio finale. Quello che ogni narrato merita, per decidere se parlarne in termini positivi o negativi. Perché il giudizio va per forza riferito alla globalità del fenomeno in esame, riferendone delle luci e delle ombre.

Se si cancella qualcosa – artatamente o per distrazione scusabile – non si fa opera di storico, ma di propagandista. Che, beninteso, ha la sua valenza, ma ha necessità comunque di conoscere la verità, per sapere anche cosa evitare di citare e cosa celare.

Bene, son degno di bocciatura della sinistra meneghina per aver detto che la Resistenza non è stata quella ch’è stata divulgata, specie nei primi decenni dopo la fine della 2^ Guerra Mondiale. Ma ha avuto le sue pagine oscure, coincidenti in gran parte con quelle espunte abilmente da propagandisti che dello storico non avevano moltissimo. Come accadde con la relazione su Caporetto, da cui – per salvarlo – furono eliminate quelle dedicate alle responsabilità del gen. Pietro Badoglio.

Di queste pagine oscure se n’è parlato a lungo, dalla sentenza di condanna per gli omicidi, ad opera di partigiani “garibaldini” (ovvero comunisti) del fratello di Pier Paolo Pasolini e dello zio omonimo di Francesco De Gregori, alle opere di Giampaolo Pansa. E questi era giornalista d’estrazione di sinistra, nulla a che vedere con Giorgio Pisanò. Ma una parte oscilla fra il negarla o l’obliarla. A fronte dell’adagio che “le sentenze vadano rispettate”.

A partire dal 1945 fu necessaria un’azione di propaganda che esecrasse – giustamente – tutto ciò ch’era stato commesso di disumano dai nazi-fascisti, in una logica di “buoni e cattivi”. In cui una parte sola avesse violato il diritto delle genti e dell’onore, e l’altra profumasse d’incenso. Dimenticando che in ogni collettività vi saranno sempre santi, martiri, eroi e mascalzoni. O, per citare Sciascia, “uomini, mezzi uomini, ominicchi e quaqquaraqquà”, in ordinata gradazione. L’uomo nuovo che doveva vivere in Italia doveva sapere solo una parte della Storia, e l’unico motivo che mi sovviene è che la porzione nascosta fosse assai poco lusinghiera, o potesse creare confusione alla logica semplicistica da lavagna delle elementari. Con i buoni e i cattivi, e il “gioco del silenzio”.

Ho studiato a lungo il fenomeno resistenziale. Resto dell’idea che chi si macchi di torture e fucilazioni sommarie, esecuzioni di prigionieri e feriti, sia da sanzionare secondo il diritto, perché violò l’onore del combattente legittimo. E questo avvenne ad opera di formazioni tedesche e di Salò. Ma gli avversari non si tirarono indietro, alcune volte, ispirando il proprio comportamento ad altrettanto scarso senso dell’onore. Non lo dico io ma cospicuo numero di fonti degne di rispetto.  

Per cui a lungo ho rimuginato su cotanta bocciatura, fino – forse – ad individuarne la ragione. E il motivo appare di semplicità estrema!

Gli amici della sinistra milanese hanno anch’essi studiato la Storia della Resistenza. Ma devono averla ordinata a fascicoli, e mentre ricevevano quelli relativi alle moltissime autentiche schifezze di Boves, S. Anna di Stazzema, etc., devono essere andati perduti gli altri su Malga Porzus, o sui massacri spicci a cavallo del 25 aprile. Capita, diamine!

Li invito pertanto a far ricorso al “servizio arretrati”, i cui riferimenti son senz’altro in 2^ di copertina. All’arretrato potrebbe essere applicato un piccolo sovraprezzo, ma ne vale la pena per completare la propria cultura.

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