Non voglio unirmi a chi s’erge a giudice e stabilisce chi abbia “vinto” a Cernobbio, fra Super(?)Mario Monti e il generale Vannacci. Sarebbe stucchevole e inutile esercizio. Contesa non c’è stata, se si vuol essere obbiettivi.
Da un lato vi è stata l’esposizione di una visione dell’Europa – discutibile quanto si vuole – imperniata su alcuni elementi di fatto. Calo demografico, rifiuto di alcuni paesi di entrare a farne parte, Brexit, ascesa delle destre in più Stati, perplessità sulle Forze Armate Europee per non trovarsi a dover subire scelte di alcuni paesi dell’UE, non utili e non funzionali alle esigenze italiane.
Si può non essere d’accordo sulle soluzioni proposte, ma ciò rientra in una dialettica democratica.
Dall’altra parte un Super(?)Mario Monti, evidentemente alla frutta, che stabilisce che Vannacci stia proponendo messaggi tipici del Partito Fascista, e c’informa che dedicherà gli ultimi suoi anni a condurre la guerra santa contro il male assoluto. Non ha però contestato il quadro di situazione proposto da Vannacci. Soprattutto s’è dimenticato di dirci cosa ne pensasse di altre destre europee, in fase di crescita.
Uno ha parlato di cose concrete, l’altro di ideologia. Nessuna dialettica, nessun diritto di replica. Può dirsi se sia piaciuta più una prolusione che l’altra, e ciò è legato all’ideologia che imprigiona ciascuno. Ma valutare che lo scontro dialettico, che tale non è stato, abbia visto il successo dell’uno o dell’altro, francamente, non sta in piedi. Che uno abbia saputo ben presentare il proprio pensiero, ingabbiando l’altro, beh, non credo possa dirsi.
E il post-Cernobbio è proseguito a reti pressoché unificate, sull’onda dell’assenza di contraddittorio. Continuando a travisare ogni frase, ogni concetto. Il bello è che l’elettore con un po’ di memoria finisce per ritrovarsi perplesso.
Prima c’era Silvio Berlusconi che riportava alla luce il fascismo. Poi è stata la volta di Matteo Salvini, quindi di Giorgia Meloni, ora di Roberto Vannacci.
Insomma: tutto ciò che ha la ventura d’opporsi al PD, ai suoi antenati, e ai suoi fratElly, senz’altro veste la camicia nera, con fez e fascio littorio.
Potrebbe essere meglio parlare di programmi, d’idee, e provare attraverso il discutere civile a capire se sia davvero meglio far entrare tutti e basta. Ci penserà la Divina Provvidenza – direbbe San Giovanni Bosco, a garantire vitto, alloggio e lavoro regolari e decorosi per tutti. O se sia meglio rispedire al mittente tutti. O magari trovare una soluzione condivisa che allontani categorie su cui vi sia accordo, come gl’irregolari, soprattutto se anche criminali.
Se le idee son buone, se ne può discorrere, convincerne l’interlocutore, o almeno la maggioranza degli elettori.
Più facile invece spostare la dialettica su SS naziste e vagoni piombati. Più facile giocarsela fra Hollywood e Cinecittà. Se si crede che l’ascoltatore sia incapace di attenzione elementare e d’approfondimento. Eppure le intemerate di Scanzi e Bonaccini sull’ignoranza e povertà che contraddistinguono l’elettore di destra, dovrebbero indurre la sinistra a volar alto coi suoi messaggi.
Un esempio è l’assunto in base al quale, se esterni dubbi sul fatto di ritrovarsi a combattere contro la Russia, si sia filo-Putin. Anzi, si finisce per essere il “cavallo di Troia” di Putin. Nessuno però che ipotizzi uno scenario realistico, che vada oltre il gioco del Risiko in cui morti veri non ce n’è. Valutando tutte le possibilità che potrebbero venirsi a determinare.
E così si continua a finanziare l’Ucraina, invece di riarmarci noi singoli Stati europei. E se quella crolla, e nel frattempo la Russia decide di cominciare a tirarci addosso ciò che ha, noi … che si fa? Le mandiamo contro le due Salis, entrambe con il proprio specifico martello? Fratoianni che sembra abbastanza giovane per imbracciare un fucile d’assalto, ma non so se sarebbe entusiasta di farlo? I pro-Pal che svellono pali della segnaletica stradale, per poi accorgersi di non aver a che fare coi nostri policemen, istruiti a subire e ritirarsi? Meno male che c’è pure la Boldrini che, inginocchiandosi, può chieder pietà.
Bene, Futuro Nazionale è “fassista” perché questa guerra vorrebbe fosse condotta a termine.
Ma tutti i precedenti soggetti da me citati, che invece vogliono che il bellum prosegua, si farebbero richiamare come gli ucraini, e combatterebbero? Perché mica è detto che l’Ucraina resista in eterno, o che la Russia non decida di coinvolgere fra i bersagli chi la arma.
Onestamente non so come finirà. La demonizzazione finora non ha aiutato chi l’ha praticata. Ha creato un misto di senso di protezione per chi si riteneva ingiustamente attaccato, rabbia “di pancia”, e irritazione per non veder proposta un’idea, ma la cancellazione violenta dell’idea altrui.



