Anno XI 
Giovedì 26 Marzo 2026

Scritto da alessandro di vito
Politica
20 Maggio 2024

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Interveniamo sulla questione delle liste di attesa, sollevata recentemente sia sulla stampa che presso il nostro punto di ascolto sulla salute pubblica a Palazzo Orsetti, dove sono arrivate numerose segnalazioni riguardanti le difficoltà di accesso alla prenotazione di esami strumentali (radiografie tradizionali, ecografia, ma soprattutto tac con mdc e risonanze magnetiche) e per le visite specialistiche. Purtroppo difficoltà simili le incontrano anche i pazienti affetti da malattia tumorale ed altri cittadini per i quali l’azienda avrebbe previsto un percorso dedicato chiamato “Pass” (Percorso assistenziale per soggetti con bisogni speciali), ma che purtroppo non si è ancora concretizzato benché ampiamente pubblicizzato dalla stessa azienda sanitaria. Anche per la chirurgia di patologie benigne ci sono lunghi tempi di attesa - un esempio: l’attesa annuale per un intervento di cataratta -, ma ancora più grave sono quelli per la chirurgia oncologica e in particolare per gli interventi programmati con la metodica della robotica (esempio: l’intervento per patologia maligna della prostata). Riguardo a quest’ultima questione si informa la cittadinanza che il sindaco Mario Pardini ha portato la questione all’attenzione dei vertici dell’azienda sanitaria, ma - nonostante precise e motivate sollecitazioni - sembra che l’Ospedale San Luca non potrà avere a disposizione un robot dedicato per la chirurgia generale, urologica e ginecologica, perché destinato ad altro ospedale non lontano dalla nostra città per decisione dei vertici dell’azienda stessa: in questo modo viene alimentato quello che definirei il “pendolarismo chirurgico”.

È inutile nascondere alla cittadinanza le criticità del Centro Unico di Prenotazione (CUP) della nostra area territoriale (Lucca), che sono evidenti a tutti nonostante la gentilezza e la professionalità mostrata dagli operatori allo sportello e tutta la loro buona volontà per dare una risposta all’utenza. Una questione viene spontanea: gli operatori del CUP sono messi nella situazione di ben lavorare?

Le agende per le prenotazioni sono spesso chiuse e su questo l'azienda si dovrebbe esprimere: sono chiuse perché mancano i sanitari per assolvere le prestazioni (vedi la forte criticità nel settore della riabilitazione) oppure perché si pensa ad economizzare considerata la voragine del buco di bilancio regionale? Il sistema sanitario nel nostro territorio è programmato per assolvere alla domanda di circa 170 mila residenti oppure no? È giusto far girovagare il paziente all’interno o all’esterno della mega azienda sanitaria Usl Toscana Nord Ovest? Sono rispettati i livelli essenziali di assistenza nel nostro territorio?

Dai nostri dati - raccolti attraverso l’ascolto dei cittadini - si segnala che oltre alle criticità del CUP della nostra area territoriale, i cittadini si trovano ad affrontare enormi difficoltà anche quando si deve interfacciare con il CUP di Area Vasta, ovvero di Pisa - che sarebbe punto di riferimento per una serie di specialistiche (chirurgia vascolare, neurochirurgia, neuroradiologica, chirurgia plastica), dove dopo un lungo messaggio vocale di attesa ci riferiscono che arriva la risposta "Non è possibile prenotare l'esame, provi nei giorni successivi”. Il CUP è diventato per alcuni aspetti come una lotteria: tenta che poi la fortuna arriva. Ma qui si parla di salute e di esami da prenotare e casomai di vincere una partita di salute, non di soldi. Il sottoscritto spesso si prende carico delle richieste degli utenti e può confermare le lamentele e la disperazione dei cittadini, soprattutto quando allo sportello viene risposto che non è possibile prenotare la richiesta, provi successivamente oppure la stessa richiesta viene inserita in una lista di attesa per cui il cittadino deve attendere una chiamata dagli uffici CUP, spesso tardiva.

A conclusione diamo uno “sguardo legislativo” - al di là degli annunci aziendali e regionali - alla questione del miglioramento delle liste di attesa, dal momento che da ormai diciannove anni si legifera e nonostante questo i cittadini attendono ancora una risposta e continuano a vivere le stesse criticità, con la differenza che a Lucca le cose sono ulteriormente peggiorate negli ultimi anni. Nel lontano 2005 (legge finanziaria per l'anno 2006 - Governo Berlusconi III) era stata prevista un’apposita intesa tra Stato e Regioni al fine di contenere i tempi di attesa per le visite specialistiche: venivano impegnate le Regioni a fissare i tempi di attesa delle prestazioni e le relative misure previste in caso di superamento dei tempi stabiliti.

La Regione Toscana recepiva la norma nazionale e con Delibera di Giunta numero 143/2006 definiva il diritto per l'utente al rimborso di 25 euro qualora non fosse stata dispensata entro il tempo massimo di quindici giorni una delle sette visite specialistiche (cardiologica, ginecologica, oculistica, neurologica, dermatologica, ortopedica e otorinolaringoiatria). Con la stessa delibera era prevista l'integrazione dei CUP delle aziende ospedaliere - universitarie (esempio: Pisa) con i CUP delle aziende sanitarie periferiche (esempio: Lucca ), in modo da costituire un unico punto di riferimento. Ulteriori disposizioni legislative nazionali e regionali sono intervenute sulla materia - sono stati definiti quattro livelli di prenotazione di esami e visita, con i relativi tempi di programmazione che non trovano ancora piena risposta -, ma ad oggi nulla è cambiato. Si può, al contrario, ragionevolmente affermare che il sistema CUP è peggiorato ed ha creato il fenomeno del cosiddetto “pendolarismo sanitario” in quanto costringe il cittadino a spostamenti di oltre 50-100 chilometri dal luogo di residenza se si vuole assolta la prestazione richiesta.

Un tema cosi importante sarà messo all’ordine del giorno della Conferenza dei sindaci della Piana di Lucca, affinché il gestore della salute dei cittadini realizzi una pianificazione aziendale in grado di dare una risposta alle esigenze dei 170 mila residenti dei sette comuni che compongono la zona-distretto della Piana di Lucca.

Alessandro Di Vito, consigliere comunale incaricato alla sanità

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