Anno XI 
Mercoledì 30 Settembre 2026

Scritto da Redazione
Politica
20 Febbraio 2021

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"L'esposto alla Procura del comitato di San Concordio si poggia su solide basi. E' sempre la stessa storia: il comune si mette nei guai perché non vuole confrontarsi con i cittadini e cala i progetti dall'alto. Dopo un lungo periodo di polemica, stavolta lo sviluppo eclatante è  per i lavori dei Quartieri Social di cui mi sono sempre fatto portavoce nei confronti dell'amministrazione, ma inascoltato: adesso si vedono i risultati".

Lo sottolinea Alessandro Di Vito, esponente della lista civica SìAmoLucca, nel commentare l'annuncio del comitato che si è rivolto alla magistratura contro il comune per truffa ai danni dello Stato, falso in atto pubblico e abusi edilizi.

"Sono mesi che mi occupo di questo caso, e analizzando sia i documenti prodotti dai residenti che le risposte pervenute dalla giunta Tambellini, sono convinto che il comitato abbia le sue ragioni – spiega il consigliere comunale Di Vito -. Innanzitutto c'è da dire che ho presentato il 14 dicembre del 2020  l'interrogazione sulla conformità urbanistica del progetto di messa a sistema delle aree a verde del quartiere di S. Concordio ricomprese tra piazzale Aldo Moro e l'acquedotto del Nottolini, e che la risposta dell'assessore Lemucchi è arrivata quasi due mesi dopo, il 9 febbraio, soltanto dopo che mi ero rivolto al Prefetto per lamentare l'inadempienza dell'ente pubblico.  E per di più non protocollata". Il consigliere comunale di SìAmoLucca sottolinea di aver presentato l'interrogazione perché il comitato, che l'aveva già inoltrata, non riceveva comunicazioni in merito.

"Dichiarare, come fa il comune, che la conformità urbanistica c'è solo perché la dichiarazione di regolarità è stata allegata alla domanda inoltrata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per ottenere finanziamenti nell'ambito  dell'operazione Quartieri Social, nonché attestata dai relativi progettisti  – spiega Di Vito – non significa che la conformità c'è. Mentre i puntuali rilievi del comitato smentiscono di fatto la posizione della giunta municipale. Ribadisco che attraverso un confronto con i residenti di San Concordio, l'amministrazione Tambellini si sarebbe evitata una denuncia in Procura per truffa ai danni dello Stato (i 4 milioni di euro di finanziamenti poi ricevuti) falso in atto pubblico e abusi edilizi. La Procura farà il suo corso e non voglio certo sostituirmi agli inquirenti, ma che qualcosa non quadra è lampante".

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