Anno XI 
Sabato 12 Settembre 2026

Scritto da Carmelo Burgio
Politica
14 Ottobre 2024

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Un gruppo di amici del “generale più famoso d’Italia” canta “Generale” di Francesco De Gregori, il coretto fa il giro d’Italia, e che succede? Qualcuno a sinistra si offende, perché la canzone è di notissimo artista di sinistra, e non può essere cantata da chi è di destra. Ho cercato su codici e pandette, e pure fra le “grida” manzoniane: hai visto mai? Nulla.

La mia prima reazione, come molti astanti, è stata: ma la lotta politica si fa così? Ma non hai null’altro da dire? Ma credi di togliere al generale e al partito nel quale è inserito i voti degli aficionados di Francesco De Gregori facendo loro rilevare che sia stata compiuta un’empietà. Totò direbbe “Ma mi faccia il piacere!”

Non essendo Totò provo a dire dell’altro, visto che l’invito l’ha già lanciato il mitico e iconico attore comico partenopeo.

Lo sanno i censori musicofoni perché Francesco porti questo nome?

Lo zio, ufficiale alpino, partigiano della Brigata “Osoppo”, sigla “Giustizia e Libertà” (legata al Partito d’Azione, poi DC), fu ucciso a Malga Porzus da un gruppo di partigiani della brigata “Garibaldi” (legata al PCI). Un agguato organizzato perché quei partigiani non cooperavano con quelli jugoslavi di Tito, che intendevano approfittare per annettersi quanto più Friuli possibile.

Già che c’erano, con lui uccisero altri “Ossovari”, fra cui il fratello di Pier Paolo Pasolini.

Gli esecutori furono perseguiti e condannati a seguito di regolare procedimento penale, ma erano riusciti a espatriare, prima in Jugoslavia, poi in Cecoslovacchia. Qualcuno dice siano stati aiutati dal PCI, ma non mi risulta che questo sia stato accertato in tribunale.

De Gregori ne parlò, come Pasolini, venne girato anche un film, praticamente sparito, escluso da ogni palinsesto. La cosa doveva svanire.

Magari questo fa capire come mai il rapporto di Pasolini e De Gregori con la sinistra non sia stato mai d’abbraccio totale, come ad esempio quello di Antonello Venditti.

E magari fa capire che questo divieto di cantare “Generale” a chi non la pensa come gli omicidi di allora, sia finalizzato solo ad impossessarsi di un poeta grande, come De Gregori, che in realtà non s’è mai dato anima e corpo a quella parte. Forse perché ogni volta che si firma, inconsciamente, ricorda che il precedente Francesco De Gregori probabilmente non sapesse cantare, né suonare la chitarra, ma fosse un ufficiale del Regio Esercito, ucciso come un cane a tradimento. E gli assassini sostenessero di combattere per il comunismo, al quale il nuovo Francesco si avvicinò. Ma forse mai troppo.

O forse, più semplicemente, chi si è inalberato è solo un po’ ignorante, che non ha mai avuto voglia e capacità per studiarsi tutta la storia di allora, accontentandosi d’un bisunto e strappucchiato Bignami da cui era stato espunto ciò ch’appariva scomodo. Non c’è mai andato dietro quella collina, perché non ci è mai salito sopra.

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