Anno XI 
Domenica 13 Settembre 2026

Scritto da carmelo burgio
Politica
21 Settembre 2024

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Considerata la mia data di nascita, ricordo bene gli albori del femminismo, con le arrabbiatissime ragazze in corteo, mani atteggiate a replicare l’organo fonte del piacere per ambo i sessi, o almeno per una buona parte del genere umano, non per questo “normale”, sussistendo tante altre anomalie.

E le gonne ampie a fiori e gli abiti larghi a nascondere le forme in nome del rifiuto di essere scrutate lubricamente dai maschi quali donne-oggetto, la rivendicazione di poter lavorare e essere retribuite come gli uomini, gli slogans conseguenti, tutto sommato accattivanti, coloriti il giusto, che facevano sorridere risultando anche condivisibili. Insomma, le donne volevano un posto paritario in società, e chiedevano rispetto: nulla da eccepire. Le organizzazioni che misero su si davano da fare per aiutare a interrompere la gravidanza – votai a favore dell’aborto – e a reagire alle violenze in famiglia. Onestamente convenivo sulla giustezza di tali rivendicazioni: un figlio è cosa troppo seria perché nasca ove non è gradito, e trovavo ingiusto che un’intera esistenza fosse distrutta da un evento non voluto da chi doveva contribuire per 9 mesi a quella nascita. Ingiusto poi che la donna venisse picchiata, se non altro perché ha sempre la capacità di suggerire all’uomo una diversa prospettiva nell’esame di tutti i problemi. Anche se “rompe”. Era positivo che tutte le donne, senza distinzione di credo politico, combattessero per diritti “di genere”, come diremmo oggi. 
Adesso, obbiettivamente, son perplesso. Proprio quella parte politica che cavalcò l’onda della protesta femminista sembra si sia fatta ingabbiare dall’ideologia, e in nome di questa dimentichi i diritti delle donne, se non funzionali al credo di base.
Accoltellano la sorella di attivista prossima ideologicamente alle posizioni di partito, e si scatena la bagarre contro il maschio “patriarca” (chissà perché… forse dei corsi di storia e di lingua italiana avrebbero fatto bene alla ragazza per imparare l’esatto significato del termine) e fascista. Se invece si rammenta che “patriarcato” peggiore esercitino i talebani e gli ayatollah, o che qualche giovane musulmana sia stata uccisa o pestata per essersi allontanata dall’Islam, la stessa parte tace. 
Si dibatte su neologismi come “sindaca” e “ministra”, si vuole che una donna possa scegliere se coniugare al femminile parole tradizionalmente utilizzate al maschile – e ci può stare –, si critica la donna che invece se ne infischia e vuol essere appellata “direttore d’orchestra”, “ministro” – e questo alla luce del rispetto che si dovrebbe alla libertà individuale non ci sta proprio, a mio parere – , ma quella certa parte tace sull’infibulazione largamente praticata in Italia, sempre perché si andrebbe a criticare l’Islam.
Alla sostanza delle “streghe” di un tempo che erano “tornate” per far tremare i “maschietti”, si risponde oggi con bizantinismi privi di costrutto in cui alla notizia di uno stupro o un femminicidio, pare che prima di far casino in piazza si debba verificare se l’autore sia straniero e magari pure irregolare, o italiano di 2^ o 3^ generazione. Nel qual caso è buona norma astenersi da esternazioni e genuflessioni. Tanto qualche fesso di “patriarca” bianco e italico “doc” che fa la sua porcata ci sarà sempre, e allora ci si potrà sbizzarrire fino all’orgasmo catartico col kamasutra dell’inginocchiatoio.
E alla stessa stregua, se il giudice che non condanna marito schiaffeggiatore musulmano perché “il picchiare la moglie fa parte di quella cultura” è iscritto al proprio partito o a quello alleato d’ipotetico campo largo “elastico” (atteso che gli agrimensori stanno giornalmente a modificarne il limes), meglio rimanere in finestra perché, tutti lo sanno, “le sentenze non si commentano, si applicano”.
Insomma, viene il dubbio che in definitiva delle donne oramai importi poco, da certe parti, e sia più importante chi ripone la propria fede nell’Islam o aderisca alla propria visione delle cose del mondo. 
Sarà perché col calo della natalità, e la presenza “dell’altra parte del cielo” anche sull’altro versante politico, vengano più voti dall’Islam italico che cerca giustamente di tutelare la propria cultura erodendo quella italiana, ispirata a valori greco-classici e cristiani, di cui un tempo s’era fieri anche noi?     

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