Lasciamo ad altri disquisire se l’autore dell’episodio che ci ha riproposto a Modena le immagini già viste in Francia, Germania, Belgio, Spagna, Gran Bretagna etc., sia una persona malata, o un terrorista, o un malato usato da terroristi. Ci penseranno le strutture preposte alla sicurezza. In Italia ne abbiamo di specializzate nel contrasto al terrorismo (e alla mafia) che – non dovendo far ricorso a detectives da laboratorio – l’obbiettivo lo centrano senza pericolo di VAR per investigazioni per i successivi 20 anni.
E andiamoci piano col pietismo per persona che soffriva di disagi mentali. O a dire che “questo Governo non pensa ai malati di mente”. Perché non ci hanno pensato manco gli altri. L’eventuale disagio mentale inviterebbe solo a considerare quanto poco offra l’Italia a tutti coloro che la vivono, direttamente o indirettamente.
Inutile sostenere che Salim fosse integrato in quanto laureato. Altrimenti dovremmo paradossalmente sostenere che l’italico cittadino con 3^ media vada espulso dal territorio nazionale. O che se s’è laureato non era matto. O che quella laurea non valesse nulla. Del resto ci son geni come Patrick Zaki laureatisi senza manco parlare italiano.
A mio parere non è questo episodio che dimostra l’esigenza di stringere i freni sulla concessione di cittadinanza, o d’introdurre meccanismi di revoca della stessa. I motivi ci sarebbero a prescindere, in quanto – a fronte di magnifiche e utopiche tirate sulla nostra propensione culturale ad assorbire chi appartiene ad altra etnia, mantenendo i nostri valori e cultura – quello che sta accadendo è assai ben diverso. Ce lo dicono moltissimi islamici davvero moderati. Una robusta frangia ci sta islamizzando e ci vuole alla lunga sottomettere.
È sottomettere pretendere di festeggiare il Ramadan più del Natale, visto che si dovrebbero contestualmente eliminare presepe e crocefisso.
È sottomettere ritenere che alle ragazze degli italiani si possano mettere le mani sotto le gonne, atteso che son troppo corte.
È sottomettere pretendere di far passare per normali i trattamenti che riservano alle loro donne.
Ma una speranza c’è, la individueremo (e la individueranno, soprattutto) quando Zan e compagni(a) vedranno cosa fanno gl’Imam a chi preferisce intrattenersi sessualmente con chi appartiene al proprio sesso biologico. Questo esiste, a meno che non ci diamo al “terrapiattismo” più scatenato.
Quindi motivi per rivedere tutta questa accoglienza buonista e senza freni ve ne sono.
Invece, colgo l’occasione dell’attenzione dell’inclito pubblico per porre una “quaestio”.
Ma l’avete visto l’Italian Hero modenese, il signor Luca Signorelli? Ma li avete visti i “maranza” che son corsi a aiutarlo per picchiare selvaggiamente e disarmare il povero Salim?
Ma lo vogliamo accertare se l’aggressione fosse o meno giustificata? Perché se quei cartoni li avesse tirati un tutore dell’ordine, mi sembrava dovesse essere pacifico comprendere se avesse agito nel giusto o ecceduto. O dobbiamo essere elastici? Come quando si condanna un carabiniere che ferma per sempre uno che ha “cacciavitato” un commilitone, perché il cacciavite non è una vera arma, … ma va bene se si arrestano altri “cacciavvitatori” che riescono a uccidere un bracciante africano e d’etnia nera?
Si, va bene, in caso di strage e tentata strage l’inseguimento è ammesso e anche l’uso delle armi per interrompere una fuga. Ma chi ci garantisce che fosse “giusta” la forza applicata a Selim perchè non fuggisse, come da diritto teorizzato da politici, ex-capi della Polizia, e pure magistrati?
Ma possibile non vi sia un PM, uno, mica ne servono di più, che non si ponga l’interrogativo? Nessuno ha pensato all’atto dovuto? Possibile che a nessuno sia venuto in testa di far passare all’ottimo Signor Luca un annetto appeso alle decisioni giudiziarie? O hanno paura del Presidente della Repubblica che è andato a congratularsi con lui?
Consideriamo poi che quella frase del cittadino Signorelli “ho fatto vedere che l’Italia non è morta” rievoca concetti patriottici. Non certo cari a una parte politica. Possibile a nessuno non sia passato per la testa di fargliela “pagare”?
Possibile che qualcuno possa dire impunemente che “l’Italia s’è [ri]desta” e “dell’elmo di Scipio si sia [ri]cinta la testa”? Quando invece c’è chi vuole che l’Italiano perda ogni italianità, e magari arrivi pure a vergognarsi di essersi stretto “a coorte”?
Beh, io, a dire il vero, non dormirei mica tanto sereno al posto dell’ottimo Luca! Che peraltro un punto a suo favore ce l’ha: ha agito in concorso ad alcuni egiziani.



