I vertici di questa UE che nulla ha a che fare con l'Europa della quale vanno sognando gli europeisti, stanno cercando di infondere nelle nazioni che compongono l'unione un «cupido bellandi» contro la Russia, nell'intento mascherato di schiacciarla sempre più a oriente, ma che è suscettibile di portarci alla catastrofe perché la Russia di sentirsi schiacciata contro gli Urali e spinta oltre, non ne ha nessuna voglia perché non è la sua vocazione, quindi ora sorge un dubbio: questi della UE, «ce sono?» (stupidi) o «ce fanno?», perché così tanta ostilità? Non è forse perché avendo perso la bussola di una politica estera seria non sanno più a che santo votarsi per cui optano per un «dalli al cosacco!» sul quale convogliare l'attenzione di nazioni sempre più perplesse e relativi popoli sempre più incazzati?
Diamoci una calmata, la Russia è un paese eurasiatico con il 40% del territorio (quello più popoloso e urbanizzato) in Europa e il restante 60%, (quello meno popoloso, ma con un fottio di risorse energetiche e minerarie) oltre gli Urali... ma per quale cappero di ragione dobbiamo bandire la Russia, quella di Mosca, di San Pietroburgo, di Arkangelo e di Murmansk, e spingerla tra paesi di un oriente che sono altro rispetto a noi e pure lei?
Non vada la UE a cercare un nemico dove non c'é ed eventualmente inventarselo seguendo la logica del lupo e dell'agnello accusato di intorbidire l'acqua dove più sopra stava bevendo il lupo, perché i ruoli, in questa commedia dell'assurdo, sono invertiti e ci si avvicina sempre più al rischio di una reazione inconsulta.
Il vero nemico di una UE sempre meno europea e sempre più simile a una camarilla sulla quale impera un boss (o meglio, una boss) è proprio lei: la UE a guida assolutista di una Von Der Layen che gioca a fare una volta Luigi XIV di Francia, una volta Pietro il Grande di Russia, una volta Giacomo I d'Inghilterra, tutti e tre in salsa tedesca.
Nessun obiettivo migliorativo è stato conseguito perché tutti gli obiettivi perseguiti erano e sono demenziali (vogliamo parlare del green deal? Vogliamo parlare della politica energetica? Vogliamo parlare della politica estera e dei rapporti con le tre potenze mondiali? Oppure vogliamo parlare di come è stata gestita l'emergenza COVID? - né più e né meno di come l'avrebbe gestita una camarilla-).
Un inconcludente e dispendioso pot pourri di imposizioni che hanno impoverito le nazioni che compongono questa unione disgraziata che adesso, sulla scia della guerra in Ucraina, vengono spinte verso un confronto armato destinato a rivelarsi per essere impari se non catastrofico.
Con insistenza crescente si parla dell'urgenza di creare di esercito europeo perché la Russia si sta apprestando ad invaderci, e nell'attesa (da perfetti idioti) facciamo di tutto per provocare Mosca, sia sostenendo smaccatamente l'Ucraina con armi, sistemi d'arma, addestramento e mentoring (e pure con truppe UE-NATO sul terreno in forma « covered »), sia con atteggiamenti sbruffoni, sia con una propaganda che puzza di mendacio lontano un miglio (il primo rondone che vola sul territorio di un paese UE viene subito considerato un drone russo).
Tutto ciò esprime un «cupido bellandi» che ha del suicidiario perché, come ho già avuto modo di scrivere: l'Armata Russa non è più l'Armata Rossa di un regime tetragono come era quello sovietico; adesso è uno strumento militare oliato e sperimentato, coordinato da una catena di Comando-Controllo-Comunicazioni efficiente e per di più in possesso di un arsenale missilistico convenzionale d'avanguardia senza contare il potenziale nucleare.
Checché abbiano cercato e cerchino tutt'ora di farci credere che la campagna contro l'Ucraina abbia sfiatato l'Armata Russa, le evidenze parlano chiaro: tutto quel che l'UE e la NATO hanno diffuso erano balle e lo erano in maniera marchiana.
La Russia non ha nessuna intenzione di attaccare l'UE, perché non ne ha una ragione e per di più, in un confronto con la NATO ne uscirebbe comunque con le ossa rotte ne più e ne meno di come sarebbe conciata la NATO.
Quel che la Russia sta perseguendo adesso come obiettivo politico è che la UE fallisca nel suo progetto di schiacciarla a oriente pertanto non disdegna di far digrignare i denti a Lavrov a cui fa eco una dichiarazione stemperante di Putin; e come obiettivo militare ha quello di far capire a UE e NATO che pur non esistendo più il Patto di Varsavia la Russia ha ben chiari quali sono gli estremi territoriali superati i quali s'incazza di brutto e vuole che li abbiano chiari anche gli altri.
Ciò fa irritare quella camarilla che è la UE e fa ottenere consensi di simpatia alla Russia da parte di esperti del settore che non si lasciano impapocchiare da mendaci resoconti giornalistici condizionati dall'attività delle Psy-Ops (1) proprio per questo suo saper mantenere una calma temporeggiatrice... ma non ci si illuda: qualora la UE, spinta da quell'agitazione da servetta nevrastenica che manifesta ogni volta che scambia un ronzio di vespa per un drone russo, mettesse piedi su quel suolo, per la Russia sarebbe la Terza Guerra Patriottica... sapete bene come sono andate a finire le due precedenti, l'ultima delle quali ha visto impegnata contro la Russia il meglio della macchina militare tedesca.
(1) I compiti principali delle Operazioni Psicologiche (PSYOPS) consistono nell'uso programmato della comunicazione per influenzare le percezioni, gli atteggiamenti, le emozioni e i comportamenti di gruppi obiettivo (siano essi nemici, alleati o popolazioni neutrali) al fine di raggiungere obiettivi politici e militari.