Anno XI 
Sabato 5 Settembre 2026

Scritto da Redazione
Politica
16 Luglio 2026

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Ci sono fatti davanti ai quali la politica dovrebbe avere almeno il pudore di interrogarsi. In due giorni due detenuti morti: non conosciamo ancora tutto, ma sappiamo abbastanza per non tacere”. Così esordisce Lucca è un grande noi, ricordando che il carcere di Lucca ha raggiunto livelli di sovraffollamento superiori al 240 per cento.

Celle, caldo, spazi saturi; condizioni che non possono essere archiviate come un problema per addetti ai lavori. Una condizione indegna di un paese civile e difficilmente conciliabile con quel senso di umanità che la costituzione impone- prosegue la lista civica- Questo rende ancora più difficile il lavoro quotidiano di chi opera in carcere: agenti della polizia penitenziaria, educatori, personale sanitario e tutti coloro che ogni giorno cercano, nonostante le difficoltà, di garantire sicurezza, assistenza e percorsi di recupero. E sappiamo che, proprio nel momento più grave, il carcere di Lucca è senza garante dei detenuti”.

Stupisce che l'amministrazione comunale non abbia sentito l'urgenza di provvedere. E stupisce ancora di più considerando che l'assessora Mia Pisano quel ruolo lo ha ricoperto dal 2015 al 2018: dalla sua esperienza, dalla conoscenza diretta del carcere e della condizione delle persone recluse, era lecito attendersi una cura particolare, una voce capace di ricordare alla giunta Pardini che dietro le mura del San Giorgio non ci sono numeri, ma persone- prosegue la nota- Ma quest’urgenza non si è vista. I consiglieri del centrosinistra hanno sollecitato, e solo dopo l'ennesima richiesta il presidente Torrini ha comunicato in consiglio comunale che gli uffici hanno finalmente avviato il lavoro necessario alla pubblicazione del bando. Con calma, tanto i detenuti possono aspettare. Ma oggi un uomo non ha aspettato più”.

Quanto tempo deve ancora passare prima che la dignità delle persone diventi una vera urgenza?- conclude Lucca è un grande noi- Il garante non è un ornamento istituzionale, ma una delle poche figure a cui una persona privata della libertà può rivolgersi quando un diritto viene negato, quando il disagio diventa insostenibile. Lucca, nel pieno della sua più grave emergenza carceraria, ne è priva. Una comunità si misura anche da come guarda chi ha sbagliato, chi è fragile, chi non ha voce; perché la pena è privazione della libertà, non della dignità. E la dignità umana non può attendere i tempi comodi della politica”.

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