Li abbiamo incontrati per caso oggi pomeriggio seduti ad un tavolo della pasticceria Pane e marmellata in via Cesare Viviani. Il sindaco di Lucca Mario Pardini e, di fronte, il coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia Michele Giannini. Tutti e due intenti a prendere un caffè e a parlare. Già, ma di cosa? Attualmente Pardini ci tiene a spiegare che lui la tessera di Fratelli d'Italia in tasca ancora non ce l'ha. A noi fa ridere la cosa perché uno non annuncia l'interessamento a saltare da un carro all'altro se, poi, non ne esce fuori nulla. Oggi la tessera non c'è, ma quello che conta è che non ci sia al momento di votare. Cosa di cui dubitiamo molto. E se io non entrassi in Fratelli d'Italia? ha domandato il sindaco. Sarebbe clamoroso e Pardini meriterebbe il sostegno di tutti per aver rinunciato a salire sulla barca del vincitore attuale. Ma ci riuscirà? Ne siamo giustamente dubbiosi. Ma cosa cambia se passo a Fratelli d'Italia? insiste Pardini. Semplice: uno che era il principe del civismo e che con un movimento denominato Lucca 2032 (non Lucca 2027), ha vinto la battaglia da solo perché i partiti lo consideravano politicamente come il due di coppe a briscola quando regna bastoni, non può abbandonare tutto e tutti semplicemente per ambizione post elettorale. Questo è il nostro parere.
Ma Giannini Michele dice che l'incontro con Pardini è per discutere dell'atteggiamento dei sei consiglieri comunali di Fratelli d'Italia in consiglio comunale. Le elezioni si avvicinano ed è bene cominciare a tracciare un bilancio. A noi ci sembra una cazzata, ma tant'è. Guarda caso il Pardini lo becchiamo sempre in compagnia dei maggiorenti di Fratelli d'Italia, mai con altri esponenti politici della maggioranza.



