Anno XI 
Venerdì 11 Settembre 2026

Scritto da Carmelo Burgio
Politica
30 Novembre 2024

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Due giovani – poi risultati egiziani – forzano a Milano, col loro motociclo, un posto di controllo dei carabinieri, che li inseguono per km. 8. Ad un dato momento, per evitare la cattura, il conducente del motomezzo compie una manovra veloce, troppo, e errata, o comunque tale da non essere in grado di controllare il mezzo, che si schianta contro un muro, va in coma e il passeggero muore.

Connazionali e altri stranieri colgono l’occasione per scatenare la guerriglia urbana nel quartiere Corvetto.

La Procura di Milano indaga il conducente del motomezzo, che con la sua manovra ha determinato la morte dell’amico. E già che c’era indaga anche il carabiniere che conduceva l’autovettura di servizio.

Traiamo le conclusioni? Ma sì!

  1. Innanzitutto che ne dice il PD e le formazioni vassalle, di organizzare una bella guerriglia urbana al Cairo, per la morte di Giulio Regeni? Mi par di rammentare che l’Egitto non sia per nulla collaborativo nel consegnare all’Italia i presunti rei del pestaggio a morte del ricercatore, e se tanto mi dà tanto, qualche falò, con sassaiola, ci starebbe bene. Loro pare usino così, a casa nostra.

  2. Se un appartenente alle forze di polizia spara a un criminale mentre o dopo che questi ha commesso un reato, giustamente viene indagato, per verificare se abbia superato i limiti imposti all’uso legittimo delle armi e alla legittima difesa.

  3. Se il suddetto tutore dell’ordine viene aggredito da qualcuno che brandisce un coltellaccio, e gli spara, viene indagato. Doveva usare il TASER, magari fare cilecca, e farsi affettare. Se si fa sbudellare, poco male, ci sta che il reo finisca – come nel caso dei due responsabili della morte del brigadiere Mario Cerciello Rega – ai domiciliari dalla nonna, o in galera per meno di 20 anni, con tutti gli sconti che riducono la pena a una bazzecola.

  4. Se il nostro agente/carabiniere, mentre insegue, compie una manovra errata e si ammazza, o ammazza il collega al suo fianco, l’inseguito non deve rispondere di nulla. L’errore di guida non l’ha mica provocato lui. Al massimo risponde di “resistenza a pubblico ufficiale”, una “pazziella”. Il conducente – se sopravvive – viene invece indagato. Quindi puoi scappare, far ammazzare l’inseguitore, e non rispondi di omicidio.

Ma quel che più conta, è il nuovo divieto: quello d’inseguire. Non sia mai che la preda non sappia guidare la moto o l’auto e si ammazzi. Nel qual caso avergli messo paura braccandolo, è sufficiente a costituire nesso di causalità fra morte e inseguimento. Non è morto perché fuggiva – ingiustificato – ad un controllo. No. L’ha ucciso l’inseguitore che cercava di bloccarlo.

Orbene, non resta che una cosa da fare. Anzi, da non fare. Inseguire. Bene, se il prossimo carabiniere o poliziotto si rifiuterà d’inseguire un criminale, nessuno s’adombri. Chi glielo fa fare di rischiare un processo solo per cercare di assicurare qualcuno alla giustizia?

E così, non gli spara, non lo insegue, e a questo punto neppure lo controlla. Che prova a controllarlo a fare se quello sa che può andarsene di gran carriera, senza rischio?

Sindacati e comitati di cittadini, sicuramente, provvederanno a pagare la tutela legale al carabiniere, ma le cose non cambiano.

In quanto alla protesta violenta di questi giorni, alle accuse ai nostri tutori dell’ordine di durezza e razzismo, vien voglia di verificare come si comportano le polizie dei paesi da cui son fuggiti i manifestanti. E poi invitare questi vandali ad andarsene.

Hanno ragione la Fusani e la Morani, a lamentare che ce ne son tanti che dovrebbero essere spediti a casa loro. Questo governo – di destra – non sta provvedendo.

Fa nulla se il loro – di governo – ha provveduto a farli incontrollatamente arrivare.

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