Non posso impartire lezioni di giurisprudenza perché non ne ho le conoscenze, ci sono però concetti basilari che dovrebbero essere noti a tutti:
1. in uno Stato di diritto deve sussistere la presunzione di innocenza; ossia che, ogni individuo, è innocente fino alla condanna.
2. pur restando valido il punto precedente, l’arresto di una persona può prevedere una carcerazione cosiddetta “preventiva”, fermo restando la suddetta presunzione di innocenza.
3. la decisione circa l’applicabilità della suddetta carcerazione “preventiva” spetta, non al magistrato che ha convalidato l’arresto, ma ad un giudice terzo (G.I.P.) che ne conferma l’utilizzo se ritiene il ricorrere anche di uno solo dei seguenti elementi: il pericolo di reiterazione del reato; il pericolo di inquinamento delle prove; il pericolo di fuga dell’imputato. Qualora il giudice non dovesse riscontrare nessuno dei suddetti pericoli, delibera la scarcerazione dell’imputato.
4. La giudice che ha disposto la scarcerazione di Yousself Siher, non ha, quindi, assolutamente assolto l’imputato dalle accuse ma ha semplicemente verificato che non esistono i presupposti per la carcerazione preventiva.
Piccola nota personale: nonostante la paura per l’Islam terroristico o il fascino per il caso Garlasco, sarebbe forse opportuno ricordare innanzitutto che il gasolio resta a 2,20 , che l’inflazione si avvicina al 5 per cento e che la crisi abitativa sta diventando drammatica! Dovrebbero tenerlo presente soprattutto coloro che “impaginano” un telegiornale ma, in mancanza di questo, un consiglio: spegnete i televisori!


