Certo, se avesse vinto il sì al referendum sulla Giustizia, adesso sarebbe qui ad esultare per una vittoria che lo avrebbe traghettato, anima e bagagli, sulla scialuppa di Fratelli d'Italia. Invece Mario Pardini, sindaco di Lucca in fase di turbolenze politico-elettorali, ha perso perché, nelle settimane passate, si è schierato apertamente col fronte del No. Un errore? Peggio, una cazzata senza se e senza ma. Ma come può un sindaco che dovrebbe essere super partes per antonomasia, mettersi a pontificare sul bene e sul male di una scelta politica? Visto che ultimamente sembra essere più che una possibilità il suo passaggio nelle file di Fratelli d'Italia, verrebbe da domandarsi se questa sovraesposizione in occasione del referendum non sia stata una specie di testimonianza o anche prova di iniziazione in vista dell'abbandono di Lucca 2032, la navicella spaziale sulla quale e con la quale Pardini ha centrato, quattro anni fa, Palazzo Orsetti. Ma chi consiglia Pardini? E' un bravo ragazzo, il classico fidanzato che ogni mamma vorrebbe per la propria figlia, un uomo tutto di un pezzo o quasi, che non si sbilancia mai, che non sbaglia (quasi) mai, che non prende posizione e, se lo fa, non ci se n'accorge nemmeno. E allora perché rischiare di finire sulle scatole a una buona parte di lucchesi, soprattutto a quelli che i politici li vedono come il fumo negli occhi? Oltre ad essere la prima (grande) cazzata, quella di Mario Pardini è anche la prima sconfitta politica alla quale, se è intelligente, eviterà di farne seguire subito o anche fra un po', un'altra. Il nostro consiglio è di restare dove si trova, esporsi il meno o anche il più possibile, ma per cose attinenti la città e non tutto il resto e, in particolare, cercare di recuperare quel malumore e quel senso di abbandono che provano in questo periodo i consiglieri comunali della sua squadra colti di sorpresa e nemmeno tanto, dalle voci sul suo passaggio alla corte di Giorgia Meloni, una corte che, attualmente e dopo questo voto, sembra davvero ridimensionata. E' vero che meglio la Meloni di tutta la Sinistra, ma cerchiamo di non esagerare.



