Anno XI 
Venerdì 11 Settembre 2026

Scritto da Carmelo Burgio
Politica
17 Novembre 2024

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I recenti eventi che hanno avuto per teatro Bologna regalano molti spunti di riflessione.

  1. Ci sono ancora nostalgici che dovrebbero studiarsi un po’ di storia, parlo degli aderenti a CasaPound, che peraltro hanno dimostrato di non voler far ricorso a violenze, aspetto che va considerato positivamente.

  2. C’è chi un tempo – le sinistre in genere – parlava tanto di libertà di manifestazione e di pensiero – e che invece ora vorrebbe vietare ad altri di manifestare, e lo fa ricorrendo alla violenza. In sintesi, rivendica per i ProPal la libertà di manifestare e attacca Questura di Roma e Ministro dell’Interno per il recente divieto al corteo nella Capitale, anche se era prevedibile che la kermesse romana sarebbe stata pretesto per svellere cartelli stradali e tirarli – coi sassi già che c’erano – contro la polizia. Però guai se chi non la pensa “progressista” vuol organizzare il proprio corteo. Anzi, in barba agli obblighi circa preavviso etc., questa sinistra scende in piazza al solo scopo d’attaccare l’avversario.

  3. Progressismo”? Comprendo che il termine – abilmente scelto – di per sé sia positivo e evochi immagini suadenti. Ma per chi qualche decennio l’ha trascorso e ricorda ’68, ’78-79 e giù di lì, e magari ha studiato un po’ di storia, tutto questo sembra voler riportare al 1° dopoguerra. E, appunto, alla seconda metà del secolo scorso. Francamente – pertanto – non ci vedo un gran progresso.

Di questo passo, se non ci si dà una calmata e una robusta resettata, finisce che si scannano in piazza.

Ma questa è solo una parte del problema.

Alla luce del brancolante berciare della sinistra, che se la prende con un’inesistente restaurazione del fascismo, con Elon Musk che come libero cittadino senza incarichi istituzionali può dire ciò che vuole, con chi manifesta pacificamente ancorché porti avanti istanze non condivisibili e antistoriche, con chi s’azzarda a dire che gran parte degli sfasci idro-geologici della rossa Emilia-Romagna l’ha causati l’Elly “Ti sorridono i monti” –, vien da pensare che quella parte politica si stia divertendo a farsi degli autogoals in serie.

Se poi ci si mette dentro la difesa d’ufficio degli extra-comunitari delinquenti stiamo a posto. Numeri alla mano, con l’8% delle presenze e la responsabilità per percentuali che superano il 30% nell’essere protagonisti di reati violenti e contro la proprietà, aggravata dal fatto che non è quell’8% che delinque, ma una minima parte di esso, la destra sta a posto – credo – per un bel po’.

Andare a spaccare la testa al tutore dell’ordine che fa solo il suo lavoro, difendere l’indifendibile rapinatore seriale e attaccare il poliziotto che ha il torto di non essersi fatto sbudellare dall’africano dal coltello facile, son tutti ottimi argomenti per perdere il sostegno della gente comune, e – in definitiva – dire addio ad ogni ipotesi di “campo largo”.

A volte penso che anche accanirsi a mandare da 12 a 8 clandestini in Albania – con costi francamente che possono anche indurre a riflessioni – possa essere un abile modo per far uscire allo scoperto il “progressista” che c’è in qualche magistrato, e scatenare contro la sinistra la pancia dell’elettorato, quella parte che – sbagliando a mio parere – non ci sta che “il magistrato che sbaglia non paghi mai”. Ove si facesse pagare una sentenza sbagliata non per dolo o grave colpa, non si condannerebbe più nessuno. Tuttavia è la parte più ampia, e quindi quella che porta più voti.

Insomma, fino a che Elly –“Le caprette ti fanno ciao!” non fa la pace con se stessa, e smette di litigare con pezzi di partito o “alleati-per-un-giorno”, e indica una strada progettuale che più che circolare sembra labirintica, credo che Meloni e la destra possano star tranquilli, riuscendo a intercettare i desiderata dell’italiano medio.

Certo, chi s’attendeva l’immediata realizzazione di tutte le promesse elettorali magari non è soddisfatto, ma se prova a pensare che il disegno di questo governo non è quello di scassare il banco e magari diventare antipatico a tutti, ma di pervenire a modifiche graduali che riportino l’Italia verso una visione sostanzialmente diversa dalla “woke” progressista (?), allora forse il programma diventa comprensibile.

Fermo restando che all’estero, nell’occupazione e nei conti pubblici, questa compagine di governo il suo lo sta facendo. Con qualche curva nella road map, ma senza scatenarsi in sgommate e testa-coda.

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