La decisione, già annunciata subito dopo aver ricevuto l’istanza, è stata formalizzata con una delibera di Giunta che respinge la richiesta di installazione e stabilisce che l’area sarà esclusa dal futuro piano comunale delle installazioni di telefonia mobile, in quanto non idonea a ospitare nuove infrastrutture di questo tipo.
Come si ricorderà, l’istanza, protocollata a inizio gennaio, prevedeva la collocazione di un palo porta‑antenna e delle relative apparecchiature in un’area oggi utilizzata come spazio di transito pedonale, sede del mercato settimanale e punto di riferimento per gli operatori del mercato dei fiori. Un luogo vivo, attraversato, riconosciuto dalla comunità, che l’Amministrazione ha già individuato come oggetto di una prossima e profonda riqualificazione.
Proprio questa visione di trasformazione urbana è stata uno degli elementi centrali della decisione.
La Giunta ha ribadito la volontà di restituire al piazzale una funzione più ordinata, permeabile e alberata, capace di migliorare il comfort microclimatico, la fruibilità e il valore paesaggistico dell’area. L’inserimento di un’infrastruttura di grandi dimensioni, con un impatto visivo rilevante e con servitù tecniche permanenti, risulterebbe non solo incoerente con il progetto di riqualificazione, ma addirittura ostativo alla sua piena realizzazione. La presenza dell’antenna, infatti, comprometterebbe l’armonia dello spazio pubblico e introdurrebbe vincoli incompatibili con gli obiettivi ambientali e di decoro urbano che l’Amministrazione si è data.
A rafforzare ulteriormente la posizione dell’Amministrazione è intervenuto il quadro della protezione civile. Piazzale Papa Paolo VI è classificato come area di attesa AT44 nel Piano comunale e, nel nuovo aggiornamento in fase di approvazione, viene confermato anche come sede del Posto Medico Avanzato da attivare in caso di calamità. Si tratta di una funzione essenziale, che richiede spazi liberi, accessibili e privi di ostacoli. L’installazione dell’infrastruttura avrebbe compromesso questa destinazione, riducendo la capacità operativa dell’area in situazioni di emergenza e mettendo a rischio la sicurezza collettiva.
Non meno rilevante è stato il parere contrario espresso dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, che ha ritenuto l’intervento non assentibile sotto il profilo paesaggistico. Un giudizio netto, che si inserisce in una continuità istituzionale: già nel 2019 un progetto analogo era stato respinto per motivazioni simili. La Giunta ha preso atto di questo elemento, riconoscendone il peso nella valutazione complessiva.
Con questa decisione l’Amministrazione riafferma una linea politica chiara: la trasformazione della città deve essere guidata da una visione complessiva, coerente e orientata al benessere dei cittadini. La tutela del paesaggio urbano, la sicurezza della popolazione, la valorizzazione degli spazi pubblici e la costruzione di un ambiente più verde, ordinato e vivibile rappresentano priorità che non possono essere sacrificate.
Piazzale Papa Paolo VI, con la sua funzione sociale e strategica, diventa così un simbolo di questa direzione: un luogo che l’Amministrazione intende restituire alla comunità nella sua forma migliore, libero da elementi che ne comprometterebbero il futuro, e con un ambiente urbano ristrutturato.



