Viviamo la peggior «Zona Cesarini » che si possa immaginare perché siamo agli ultimi minuti di una partita giocata da una squadra con la maglietta azzurra targata UE-NATO che sfoggia una tattica di gioco che non si capisce, contro una squadra che non è ancora scesa in campo perché sta giocando in un altro stadio, il tutto arbitrato da giudici di gara che fischiano contro fuorigioco, calci d'angolo e falli che non esistono o che se avvengono, avvengono su un altro campo, e molto spesso sono immaginari.
Uno spettacolo da allucinati.
Questa zona Cesarini che stiamo vivendo, ci riporta ad altre zone cesarini in cui dopo un breve gioco a tavolino da Subbuteo si è passati a frettolosi supplementari e poi ai rigori sul campo in cui gli arbitri giocavano spudoratamente con una squadra... vogliamo ricordare l'incidente del Tonkino? Oppure le fialette con le quali Pawell, nella sede arbitrale per antonomasia, l'ONU, ha convinto che Saddam possedeva armi di distruzione di massa? E ho saltato a piè pari le bugie strumentali ad attaccare la Serbia fino a quelle che hanno innescato le primavere arabe.
Non ero sufficientemente adulto per testimoniare che quella del Tonkino era una bufala, ma è ormai data per assodata, ed ero da altre parti affaccendato per testimoniare la serie di arrangiamenti numerici che hanno poi scucito una giustificazione per fare la guerra alla Serbia; ma ero presente in Iraq nel 2005 ed ero nel bel mezzo del mondo arabo-islamico quando sono esplose le primavere arabe... le giustificazioni per quegli interventi diretti (in Iraq) e indiretti (in Siria, Egitto, Libia, Tunisia)? Balle così spaziali e incredibili che solo un pubblico distratto da una sapiente operazione di Dezinformatsiya sovietica in salsa Psy-Ops* occidentale (o USA-UE-NATO) poteva e può bersi.
Comunque sia, quel che si sta realizzando sotto i nostri occhi stanchi e distratti fa sembrare la crisi dei missili sovietici in viaggio per Cuba (1962) una bazzecola sia per il potenziale distruttivo messo in campo centinaia di volte più potente, sia per la pervicacia con la quale il binomio UE-NATO sta perseguendo lo scontro con la Russia.
In vista di un confronto suicidiario come quello al quale aspira quel binomio, prima di essere arrostiti da una guerra termonucleare mi viene da vergare le mie ultime perplessità:
Checché ne dica la Meloni, l'Ucraina non è la nostra difesa avanzata, per cui anche se cadesse in mano russa, chissenefrega! Non siamo nemmeno vincolati da trattati di reciproca protezione.
La nostra difesa è assicurata solo ed esclusivamente dalle nostre FF.AA. e dire che se Kiev cade in mano russa è Roma ad essere minacciata è una affermazione pretestuosa e molto pericolosa in una situazione di tensione come quella che stiamo vivendo.
Purtroppo a quella infausta quanto mendace dichiarazione, ha fatto eco un'altrettanto infausta e mendace recente dichiarazione dell'ammiraglio Cavo Dragone (a capo del Comitato Militare NATO) secondo cui uomini e armi della NATO sono pronti e che Mosca ha tutto da perdere.
Dichiarazione intervenuta dopo che Putin aveva assicurato non esistere nessun piano di attacco contro la NATO e che suona come la classica sbruffonata suscettibile di riaccendere una lite che qualcuno stava cercando di scongiurare... non solo imperizia e imprudenza, ma anche arroganza fuori luogo.
Il superammiraglio ha omesso di specificare che armi e soldati possono anche essere pronti, ma partirebbero solo dopo uno scambio di missili nucleari... sai che soddisfazione aver evitato un'ecatombe grazie ad un equilibrio strategico fondato sullo spauracchio nucleare ed estinguersi proprio adesso perché «armi e soldati della NATO sono pronti», a Roma direbbero: «a Drago', ma statte zitto!».
C'è un fattore che inquina il ragionare dei vertici UE e NATO: la presunzione.
E' vero che alcuni fattori oggettivi sembrano far pendere la bilancia del successo militare a nostro favore: mentre la NATO è un'alleanza di paesi ad elevato profilo tecnologico e industriale e con una retrovia logistico, gli USA, praticamente inattaccabile (la IIGM lo ha ampiamente dimostrato), la Russia è invece una confederazione con degli alleati (Cina, Corea, India, Iran) che non hanno gli stessi stringenti vincoli che obbligano i paesi NATO e per di più il suo spazio vitale è andato riducendosi a ovest e adesso si ritrova con i missili nemici (i nostri) a due passi da Mosca (è pertanto evidente che l'incaponimento di Putin sull'Ucraina non è un capriccio, ma una questione di equilibrio geo-strategico al quale non può rinunciare).
Ma è altrettanto vero che (come ho già avuto modo di scrivere) l'Armata Russa non è più l'Armata Rossa, ma è uno strumento bellico performante in grado di fronteggiare in maniera efficace le iniziative militari NATO e per di più adesso è dotata di un arsenale missilistico d'avanguardia in grado di rispondere colpo su colpo con tempismo.
In una situazione di stallo con tendenza al negativo come questa, quel che deve essere valutato (salvo un dietrofront simile a quello della crisi dei missili in viaggio verso Cuba) è il fattore «scarpone del soldato» (intendesi numero e combattività dei reparti, motivazione e loro determinazione/risolutezza) perché dopo uno scambio di cortesie missilistiche nucleari tattiche e il trauma della distruzione e della caterva di morti, qualcuno dovrà pur partire all'attacco per conquistare il territorio e presidiarlo, ebbene: cosa motiverà la risolutezza dei nostri? Booh!?
Ma so cosa determinerà la risolutezza loro: la loro terza guerra patriottica.
Noi, tradendo il dettato costituzionale saremo fuori dai nostri confini, loro staranno difendendo la loro Patria.
Sempre alla romana maniera: « Aah Cavo Drago' ma che caxxo stai a di'?».
*Psyop (abbreviazione dell'inglese psychological operation, operazione psicologica) indica un'azione pianificata di guerra psicologica volta a influenzare le emozioni, le opinioni, le percezioni e i comportamenti di un pubblico specifico (alleato, neutrale o nemico) per raggiungere obiettivi politici, militari o strategici