Anno XI 
Sabato 5 Settembre 2026

Scritto da carmelo burgio
Politica
01 Luglio 2026

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Fra gli argomenti che – più di altri – hanno lasciato delle perplessità nell’elettorato che ha sostenuto l’attuale governo, è il mancato rafforzamento dell’istituto della legittima difesa, e del connesso uso legittimo delle armi. Fra l’altro alla luce dell’urgenza attribuita alla legge che combatte la prassi dell’utero in affitto. 
Per fissare dei paletti, la lesione del diritto alla vita e all’incolumità personale è giustificata (art. 52 Codice Penale) se chi ha agito doveva difendere un diritto proprio o altrui contro il pericolo attuale di un'offesa ingiusta. Quindi non si è giustificati se il pericolo è trascorso – ad esempio perché l’aggressore si è dato alla fuga. Come non si è giustificati se il male minacciato è previsto dalla legge. Altrimenti un rapinatore che uccide chi lo stava per arrestare dovrebbe essere giustificato. E alla luce di qualche attuale chiaro di luna, c’è da attenderselo. 
Paletto micidiale è la necessità che la reazione sia proporzionata all’offesa. Che non vuol dire che si debba utilizzare lo stesso tipo di arma. La proporzione è fra gl’interessi in gioco. Se si viene aggrediti con piccozza, mazza da baseball, mannaia – attrezzi letali se usati a regola d’arte – si può usare un’arma altrettanto letale come la pistola. A mio avviso il criterio di proporzionalità deve rimanere.
È stata introdotta – prima dell’avvento del governo “Meloni” – una norma che considera sempre proporzionata la reazione se si è nel proprio domicilio – violato criminosamente – e si utilizza un'arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo. Anche in questo caso se l’intruso sta cercando di fuggire non lo si può colpire. Sia che abbia desistito dal proposito criminale, sia se cerchi di eclissarsi col maltolto. In astratto ha senso, nel concreto no, in quanto è oggettivamente difficile, specie di notte e al buio, capire nella concitazione se l’intruso stia o meno fuggendo, se è ancora in casa e a distanza di coltellata o sganassone. E questa correzione potrebbe servire, limitando la sanzione agli interventi su fuggitivi ormai in strada o giardino.
Sembrerebbe, nel complesso, una tutela ragionevole, ma da un po’ di tempo abbiamo visto come un rapinatore o un ladro, se colpito, possa invocare il risarcimento dei danni da parte della vittima, che abbia applicato eccessiva energia nel difendersi.
Ad esempio, nel noto episodio che ebbe per protagonista il gioielliere Mario Roggero a Grinzane Cavour, a meno che la Cassazione non ci metta una pezza a suo favore, la sentenza ha disposto una provvisionale di risarcimento stimata attorno ai 480.000 euro, su un totale complessivo che potrebbe superare i 3 milioni di euro. Quindi stiamo parlando di 1mln. di euro, a tenerci bassi, a cranio, per ciascuno dei due rapinatori che Roggero ha ucciso, mentre cercavano di fuggire col malloppo.
Orbene, un Caduto “vittima del dovere o del terrorismo” ha diritto a una cifra sostanzialmente più bassa, che comprende:
    210.000 euro una tantum;
    1550 euro al mese di vitalizio;
    pensione, più o meno, triplicata, per i meccanismi di esenzione dall’IRPEF, incremento di 10 anni di quelli di servizio effettivi e percentuale d’invalidità patita che dà luogo alla “pensione di privilegio”. Per inciso, termine orrendo, in quanto il “privilegio” consiste nell’averci lasciato per sempre la salute. E Boeri ebbe da ridire, quando era Direttore dell’INPS, non avendo forse ben chiaro il concetto.
Può darsi che, spalmato nel tempo, il risarcimento di chi è finito invalido al 100% o è erede di un Caduto, supererà il guiderdone destinato alle famiglie degli onesti lavoratori della rapina uccisi dal Roggero. Ma detto risarcimento va a qualcuno che si è fatto uccidere per difendere l’Italia e gl’Italiani. Quelli che i morti causati da Roggero, in genere, hanno rapinato.
Ora, possibile che – oltre a iniziative meritorie di testate giornaliste come “La Verità”, organizzazioni a carattere sindacale di militari in servizio e sindacati di polizia – a nessun partito della maggioranza sia venuto in mente di correggere questa situazione? Che grida vendetta.
Accettabile che sia sanzionato penalmente chi “cagiona la morte” o procura lesioni, in modo illegale, a aggressore pericoloso, ladro o rapinatore “nell’esercizio delle sue funzioni”. Ma è corretto che si risarcisca il criminale? E come lo si risarcisce? In base alle abilità “professionali” e al valore delle refurtive collezionate annualmente? Possibile che nessuno abbia pensato che, nel momento in cui un criminale decide di oltrepassare la linea ideale fra comportamenti legittimi e illegittimi, debbano venire meno almeno alcune tutele? E poi, gli zingarelli minorenni che investono l’anziana con l’auto rubata, come la risarciscono, di grazia? Insomma, al di là delle belle teorie, la persona perbene, offesa dal criminale nullatenente né facente, non la risarcisce nessuno. Per il criminale, leso da persona perbene  che ha un lavoro e una casa, si riesce sempre a trovare un malloppo da sfilare.
Mi è tornato in mente – brutto come mai – il problema, riflettendo sulla rapina al furgone portavalori in quel di Carovigno (BA). Una Guardia Particolare Giurata ha inseguito i rapinatori e sparato, ferendone uno. Li hanno catturati tutti e tre, a seguito d’intervento alla disperata dei carabinieri della Stazione, e recuperato la refurtiva, i soldi destinati a tanti pensionati. Ma ora che fine farà la GPG? Non c’era attualità della minaccia, scappavano con la refurtiva, e credo che dovrà risarcire il ladrone ferito.
Fosse una novità, va bene, ma è una costante, oramai. Non era il caso di dedicare un po’ di attenzione a questa ipotesi, che manda sul lastrico la famiglia di un onesto tutore dell’ordine, o della vittima di gravi reati?
Di che si è avuto paura, in questi 4 anni?
L’amarezza, purtroppo sorge pensando che, ove adesso si provi a correre ai ripari, sarà troppo facile dire che stavolta si sia avuta paura …. del mare … “che arriva all’improvviso, e non sai mai da dove”.
Ecco, forse l’elettore di destra che non si fa trascinare da fanatismi ideologici, avrebbe desiderato, e magari continua a desiderare, un po’ di coraggio. Perché non vuole compiere un passo indietro da concetti “di destra”, come la necessità che la gente perbene sia difesa e il criminale colpito.
Altrimenti, l’è dura dire che “il crimine non paga”.

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