Giovani&Futuro torna a portare all’attenzione delle istituzioni europee il tema delle malattie croniche e invisibili, questa volta con un focus particolare sulle patologie reumatiche e sull’artrite reumatoide. Luca Frescura, presidente nazionale di Giovani&Futuro e membro della Rete dei Consiglieri locali dell’Unione europea, e Alessia Sabatini, fondatrice di “Convivere con Artrite Reumatoide”, hanno scritto al Commissario europeo per la Salute e il benessere degli animali Olivér Várhelyi. Nella lettera vengono portati all’attenzione delle istituzioni europee i problemi legati al dolore cronico, alla fatica, alle limitazioni fisiche, alle conseguenze psicologiche e alle difficoltà che molte persone incontrano nel mondo del lavoro e dello studio.
L’iniziativa rappresenta un ulteriore passo di un percorso già avviato da Giovani&Futuro a livello europeo. Nel 2025 l’associazione aveva infatti portato a Bruxelles una proposta per chiedere standard minimi comuni europei per la diagnosi e la cura delle malattie invisibili.
A gennaio 2026 è arrivato un primo importante riscontro istituzionale: il Gabinetto del Commissario Várhelyi aveva risposto a Frescura in merito al Manifesto per la cura e la diagnosi delle malattie invisibili, manifestando interesse e trasmettendo la documentazione ai servizi competenti della Direzione Generale SANTE.
«Riceviamo testimonianze di persone che ogni giorno combattono una battaglia che spesso gli altri non riescono nemmeno a vedere – afferma Luca Frescura –. Persone che vogliono continuare a lavorare, studiare, occuparsi della propria famiglia e mantenere la propria autonomia. La malattia non può diventare automaticamente isolamento sociale o esclusione dal lavoro. Dobbiamo costruire condizioni che permettano alle persone di continuare a essere protagoniste della propria vita».
«Non chiediamo privilegi, chiediamo condizioni che permettano a una persona di non dover scegliere tra la propria salute e il proprio lavoro – continua Frescura –. L’Europa può dare un segnale importante favorendo una maggiore cultura dell’inclusione e contribuendo a ridurre le differenze nell’accesso alle cure tra territori e Paesi».
Particolare attenzione viene dedicata all’artrite reumatoide, malattia autoimmune cronica che può incidere non soltanto sulle articolazioni, ma sull’energia, sull’autonomia, sull’attività professionale, sulle relazioni e sulla qualità della vita complessiva. La lettera sottolinea inoltre il problema delle disuguaglianze geografiche nell’accesso a diagnosi, specialisti, trattamenti e cure.
«Uno degli aspetti più difficili è proprio l’invisibilità della malattia – spiega Alessia Sabatini –. Una persona può sorridere, uscire di casa, andare al lavoro, mentre sta convivendo con dolore, rigidità e una stanchezza difficile persino da raccontare. Il fatto che una sofferenza non sia immediatamente visibile non significa che sia meno reale».
«Serve maggiore consapevolezza, ma serve soprattutto ascolto – prosegue Sabatini –. Chi convive con una patologia cronica non vuole essere definito dalla propria malattia. Vuole avere accesso alle cure, poter lavorare e poter vivere con dignità, sapendo di essere compreso anche nei momenti più difficili».
Giovani&Futuro: «Abbiamo chiesto un incontro perché a Bruxelles non vogliamo andare soltanto per indicare ciò che non
funziona. Vogliamo portare testimonianze, ma soprattutto proposte concrete. Lavoro, assistenza multidisciplinare, sostegno psicologico e accesso equo alle cure possono diventare punti di una discussione europea più ampia. Dietro ogni lettera che riceviamo c’è una persona: è per queste persone che chiediamo alle istituzioni di ascoltare e di agire», concludono Frescura e Sabatini. Giovani&Futuro conferma il proprio impegno affinché le malattie invisibili e le difficoltà vissute da chi ne è affetto ottengano un riconoscimento sempre maggiore e invita a inviare segnalazioni, testimonianze e proposte all’indirizzo e-mail



