Anno XI 
Domenica 20 Settembre 2026

Scritto da Redazione
Politica
17 Novembre 2022

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"L'urbanistica a Lucca, dopo pochi mesi di nuova amministrazione, è divenuta una delega Cenerentola". A dirlo è la consigliera comunale del partito democratico, Serena Mammini che prosegue: "Smembrata tra sindaco, alcuni assessori e un consigliere con delega al Piano operativo, pare davvero soffrire avendo perso identità, animo e carattere. Proprio riguardo al Piano operativo, ad oggi, è possibile infatti esprimersi soltanto sul metodo e non certo sui contenuti.  Sulla materia è pervenuto qualche articolo a stampa e una generica e superficiale bocciatura di tutto il Piano adottato durante una breve, e un po' confusa, comunicazione fatta in Consiglio comunale dal delegato Cecchini".

"Viene da chiedersi - continua - come sia possibile che sia tutto da buttare e con quale lente sia stato letto e approfondito; quali siano i veri interlocutori e soprattutto a chi deve essere data risposta se non a tutta la città, visto che dopo oltre 100 giorni l'argomento non è stato ancora portato in commissione.
Anzi, a domanda specifica, durante la recente commissione urbanistica congiunta con quella al bilancio, la risposta del consigliere delegato al Piano, presente non come componente dell'urbanistica, ma in qualità di presidente della commissione bilancio, è stata un breve, incomprensibile e timido balbettio".

"Proprio così, perché il consigliere Cecchini non ha la delega all'urbanistica, ma alla "verifica e attuazione del piano operativo". Non solo, ma il libero professionista titolare di uno studio di architettura e consigliere con delega al piano operativo non fa nemmeno parte della commissione urbanistica che del Piano operativo si dovrebbe occupare. Altra anomalia. La commissione sarà chiamata a setacciare le osservazioni e le controdeduzioni in vista di approdare in consiglio per la definitiva approvazione del Piano. Sarà un lavoro che richiederà tempo e molte sedute, pazienza e fatica. Il consigliere con delega sarà presente? Lascerà che siano gli uffici a veicolare le informazioni, le decisioni, le scelte politiche? Il tutto alla faccia della centralità del consiglio? Inoltre, pochi mesi fa, il libero professionista consigliere con delega al piano operativo, senza che nessuno glielo chiedesse, si è sentito in dovere di fare alcune precisazioni relative a suoi presunti clienti. Precisazioni rivelatisi subito dopo non in linea con la realtà dei fatti. Non proprio un bel passaggio. Perché? Auguriamo all'omonimo studio di architettura tutto il successo che merita, ma far seguire la "verifica del piano operativo" a un architetto titolare di uno studio con sede proprio a Lucca ci riporta in un attimo indietro a diversi anni fa, ad altre atmosfere, a periodi che speravamo superati. Tra l'altro il risultato del lavoro di allora riverbera ancora adesso: molti nodi di mal funzionamento dell'ingranaggio città-quartieri-frazioni-paesi deriva anche da uno strumento urbanistico che aveva perso il controllo di se stesso, ma che, evidentemente, ha permesso a molti di "fare cose". Poi se la qualità degli interventi era quella che era, se la viabilità di accesso alle lottizzazioni non c'era o se improvvisamente finiva nel nulla, lasciando un territorio in gran parte edificato, ma senza servizi e infrastrutture per viverci bene, quello che importa. L'importante: fare cassa per accontentare e non decidere mai sui temi fondamentali per non scontentare. Nel momento in cui la città ha un Piano adottato, veramente coraggioso, che finalmente decide e mette a sistema tutti i temi della città in discussione da anni si torna a parlare di generiche "linee e di indirizzo per riorganizzare la città", di inesistenti "uffici di co-pianificazione" (forse l'esperto architetto intendeva la conferenza paesaggistica Regione-Soprintendenza presieduta dalla stessa Regione?) e soprattutto di un vago, misterioso e preoccupante "gruppo di esperti", tanto che viene da chiedersi se il Piano strutturale prima e il Piano operativo adottato poi fossero stati materialmente elaborati da un gruppo di scappati di casa. Certo che il Piano, come più volte detto e scritto, ha necessità di completare l'iter, di vedere snelliti alcuni punti della normativa, di chiarire meglio o modificare alcuni passaggi nelle cosiddette "schede norma" grazie all'accoglimento di alcune osservazioni, ma come è naturale che sia per un lavoro titanico di conoscenza e proposta su un territorio vasto e complesso che rischia invece di rimanere a galleggiare per lunghi mesi. Le osservazioni sono richieste ed elaborate proprio per andare a migliorare in alcuni punti uno strumento adottato dopo avere avuto modo e tempo di decantare. E di tempo ce n'è stato assai! Il sindaco Pardini verifichi con i suoi uffici e constati di persona che anche molte delle sue promesse annunciate in campagna elettorale sono già soluzioni prospettate all'interno degli strumenti che ha ereditato, che sono patrimonio di tutta la città. Che sono frutto della serietà di un lavoro che ha richiesto tempo, coraggio, determinazione, conoscenza e amore per tutto il territorio. Non è più il tempo della propaganda e nemmeno di pericolosi ritorni a modalità del passato".

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