“L'intervista del sindaco Pardini lascia senza risposta la domanda fondamentale: come è stato possibile perdere cinque anni per ritrovarci senza un progetto per uno dei luoghi più importanti di Lucca? Pardini dice che non siamo all'anno zero: ci dica dove siamo e cosa abbiamo concretamente in mano”. Esordisce così Lucca è un grande noi, tornando sulla bocciatura del progetto Polimea per l’ex manifattura sud.
“Oggi Pardini spiega che la vocazione socioculturale non può diventare un dogma e apre a funzioni commerciali, direzionali e ricettive: ci sono voluti cinque anni per capirlo? La sostenibilità economica era proprio uno dei presupposti del progetto precedente- prosegue la lista civica- Sul progetto Polimea, invece, abbiamo sempre posto domande: per un'operazione vicina ai 30 milioni, il proponente avrebbe assicurato circa 1,5 milioni di capitale circolante, mentre gran parte delle risorse doveva essere reperita attraverso strumenti pubblici e investitori privati. Si è affossato un progetto costruito intorno alla sostenibilità per sostenere un'alternativa la cui copertura finanziaria era ancora largamente da costruire”.
“Aver sostenuto per cinque anni di sapere già cosa fare e scoprire di non avere costruito una soluzione realizzabile è una grave responsabilità politica- si prosegue- Ci preoccupa anche la rilevanza che Pardini attribuisce alle intenzioni dei proprietari della parte privata: il futuro dell’ex manifattura non può essere indicato da un soggetto privato che da anni ha scelto di nascondersi alla città. Prima la visione pubblica”.
“La manifattura non è un contenitore da riempire, è un pezzo della storia di Lucca che può diventare un pezzo straordinario del suo futuro. Adesso la parola deve tornare alla città: la partecipazione deve essere innanzitutto democratica. Progetti, metodi e visioni dovranno confrontarsi pubblicamente davanti alla città durante l'imminente campagna elettorale; poi saranno i lucchesi, con il loro voto, a scegliere a chi affidare la Manifattura”, è la conclusione.



