“Ci sono vicende che raccontano un'intera stagione politica: la Manifattura Sud è una di queste. Per anni è stata il simbolo della battaglia della destra che oggi governa Lucca; è stata indicata come l'emblema di un modo sbagliato di amministrare, la prova che esisteva un'alternativa migliore; ai cittadini è stato ripetuto che bastava fermare il progetto della fondazione Cassa di Risparmio perché ne nascesse uno più giusto. Oggi la realtà consegna un verdetto difficile da ignorare: l'unico progetto presentato al bando del comune è stato dichiarato inammissibile. La procedura si chiude senza affidamento, senza cantiere, senza alcuna prospettiva concreta di rigenerazione”. Esordiscono così Domenico Raimondi e Ilaria Vietina, rispettivamente presidente e capogruppo in consiglio comunale di Lucca è un grande noi.
“È il fallimento di un'impostazione politica che ha anteposto per anni le contrapposizioni alle esigenze della città. Mentre la politica si divideva, Lucca perdeva il suo bene più prezioso: il tempo- proseguono- La vicenda della Manifattura Sud non è un caso isolato: si aggiunge a tante altre grandi opere rimaste sospese. È il segno di un modo di amministrare che ha scambiato gli annunci per i risultati e la propaganda per progettazione. Governare significa assumersi la responsabilità delle proprie scelte e delle loro conseguenze. Le città crescono quando il bene comune viene prima delle appartenenze e quando il coraggio di decidere prevale sulla convenienza di bloccare”.



