Marco Rizzo, classe 1959, è stato ed è un uomo vicino al popolo. Proviene dalla periferia di Torino, come racconta nel suo ultimo libro. È un uomo che si è fatto da solo: ha lavorato e studiato, non è un "figlio di papà" e sa cosa significhi mantenersi con stipendi modesti. A differenza di molti politici, conosce il costo della spesa e delle bollette.
Da sempre vicino ai lavoratori e impegnato nella difesa delle fasce più deboli, Rizzo è un uomo di sinistra che non si riconosce più in quella che considera una sinistra chiassosa, distante dai problemi materiali delle persone e concentrata su battaglie come i Gay Pride. Guarda con attenzione alla destra, ma ne riconosce la debolezza e l'incoerenza in molte delle scelte compiute negli ultimi anni, spesso in contraddizione con quanto promesso durante le campagne elettorali.
A differenza di altri, che sembrano limitarsi a cavalcare l'onda del malcontento popolare, Rizzo cerca di fornire risposte concrete. Sostiene - giustamente, a nostro avviso - che destra e sinistra siano ormai due facce della stessa medaglia.
Con un linguaggio semplice e innovativo, Rizzo si rivolge a tutti, riscoprendo i valori sovranisti come strumenti per la tutela e la salvaguardia del nostro Paese. Molti lo accusano di tradimento. Noi, invece, riteniamo che solo gli stupidi non cambino mai idea e rimangano strumentalmente legati a linguaggi e ideologie che non corrispondono più alla realtà.
Marco Rizzo non ha tradito i propri ideali: da politico lungimirante, ha compreso che il mondo e la società sono cambiati e che i problemi delle persone sono diversi rispetto a cinquant'anni fa. Proprio perché è sempre stato dalla parte del popolo, comprende questi nuovi bisogni e cerca di offrire risposte concrete.
Negli ultimi anni ha incontrato migliaia di persone, attraversando tutta l'Italia e confrontandosi direttamente con loro. Oggi la politica sta vivendo la crisi più profonda dalla fine della Prima Repubblica e Rizzo dichiara:
"Basta con i partiti del passato, che ci trascinano nel declino."
Nasce così Italia Domani, il nuovo movimento sovranista di cui sono stati presentati il nome e il simbolo.
A noi, che abbiamo avuto il piacere di conoscerlo e apprezzarlo, Marco Rizzo ha spiegato:
"Il governo del partito unico di Bruxelles, da destra a sinistra, ha fallito su tutta la linea negli ultimi decenni, lasciandoci una nazione distrutta culturalmente, economicamente e socialmente e gettandoci in balia di forze straniere che pretendono di decidere per noi, imponendoci austerità e guerra.
Così hanno devastato l'avvenire dell'Italia. Eravamo la quarta potenza del mondo, oggi siamo la nona e tra dieci anni saremo al ventiquattresimo posto. Serve un movimento capace di proteggere e garantire il futuro dei nostri figli e del nostro Paese, compromesso da chi ha governato in passato e continuerà a farlo se non verrà fermato.
Vogliamo finalmente risollevare la nostra nazione attraverso una vera sovranità, lo stop all'immigrazione, maggiore sicurezza e l'unità tra ceto medio e lavoratori, per un rilancio concreto dell'occupazione e della produzione.
Marco Rizzo - Italia Domani: questo è il nostro progetto, un movimento politico nato per cambiare davvero l'Italia."
Il leader sovranista ha presentato alla Camera il nome e il simbolo della sua nuova formazione politica, che si rivolge "a tutti gli italiani stanchi del declino vissuto dal nostro Paese".
"Il nostro obiettivo è salvare l'Italia", ha affermato Rizzo.
A lui e a tutti gli italiani auguriamo che questa nuova avventura possa avere successo e contribuire a far uscire il Paese dalla profonda crisi nella quale è precipitato.
Forza Marco e forza Italia Domani!



