Noi a volte ci domandiamo se l'intelligenza è una virtù o, più semplicemente, una colpa. In entrambi i casi la sostanza non cambia, soprattutto, se, nella politica italiana, essa è più rara di un cane albino. Conosciamo Mario Pardini da molto tempo prima che scendesse in politica e ne abbiamo sempre apprezzato la capacità di puntare un obiettivo e, poi, di raggiungerlo. Molto democristiano e, perché no?, anche deamicisiano, si è fatto trovare sempre al punto giusto nel momento giusto. Quando Tambellini lo cooptò alla guida di Lucca Comics&Games, non poteva immaginare di essersi messo la classica serpe in seno e, difatti, di lì a poco tempo, Pardini abbandonò la... sinistra e se ne andò a pranzo con Matteo Salvini, Susanna Ceccardi e, se non sbagliamo, anche Marcello Pera. Divenuto sindaco, per un quinquennio ha saputo gestire il potere e i suoi alleati con una apparente titubanza che, in realtà, era straordinario istinto di conservazione e di... ambizione. Pardini è, infatti, ambiziosissimo. E, se non sbagliamo, ha avuto anche un ottimo rapporto, in passato, con Francesco Raspini visto che ambedue avevano una passione in comune che si chiamava Argentina. Adesso manca un anno alle nuove elezioni e Pardini avrebbe vinto a mani basse restando alla guida del suo Lucca 2032 che era stato fondato proprio per durare fino al 2032. Solo che, ad un certo punto, qualcosa deve essere cominciato a girare nella tesa del Nostro il quale deve aver capito che, dopo dieci anni di governo cittadino, sarebbe dovuto tornare a fare non si sa bene cosa.
Se vi ricordate, Pardini abbandonò, dimettendosi, Lucca Comics&Games, facendo scoppiare un pandemonio nella sinistra, saltando sul carro del centrodestra. E adesso, guarda caso, sta facendo la medesima cosa: saltare dal carro di Lucca 2032 a quello di Fratelli d'Italia acclamato a piene mani dai Fantozzi e dagli Zucconi che lo hanno salutato a Bari alla fesa dei record: niente di sportivo per carità, semplicemente il fatto che il governo Meloni è durato in carica più di tutti quelli che lo avevano preceduto. E se due più due fa quattro, entro breve tempo lo stesso Pardini salterà con la liana sul carro del vincitore. Fratelli d'Italia non ha grandi possibilità in Toscana e Pardini potrebbe essere il suo primo sindaco tricolore in modo che, dopo il secondo mandato, il primo cittadino di Lucca prenderebbe la sua strada per Roma.
Immortalato sorridente accanto a Fantozzi, Pardini ha definitivamente sciolto ogni riserva, a meno che non si sia recato a Bari nella veste di sindaco di Lucca cosa che sarebbe, a nostro avviso, allucinante rappresentando egli una città e non un partito che comanda. Certo, nella sua giunta Fratelli d'Italia è presente, ma non ci risulta che sia anche andato alle feste nazionali di Forza Italia. Ci aveva detto che, presto, avrebbe annunciato il da farsi. Bene, possiamo dire che a questo punto può anche risparmiarcelo e saltare al volo.
Che cosa ne sarà, quindi, di Lucca 2032 al cui vertice stava lo stesso Pardini e le cui figure non tutte si identificavano con la Meloni e la sua truppa? Pardini ha assicurato che l'esperienza del civismo andrà avanti. Saremo curiosi di vedere che cosa accadrà. Sulle elezioni peserà l'incognita Vannacci la cui presenza nella maggioranza è stata garantita dal sindaco attraverso la nomina della Annamaria Frigo ad una delle società partecipate. Una rappresentante piuttosto deboluccia se si pensa che a Bagni di Lucca, proprio con Fratelli d'Italia, suscitò un casino notevole. La verità è che se Futuro Nazionale troverà un accordo con la maggioranza, allora la lista non avrà alcun compito di rottura, ma presenterà una serie di nomi buoni per tute le stagioni o quasi. Se, al contrario, dovesse scoppiare il bubbone, allora Roberto Vannacci potrebbe essere tentato dal rivolgersi ad una candidatura a sindaco forte e autorevole, in grado di raccogliere un bel pugno di voti e presentarsi al tavolo delle trattative con il coltello tra i denti.
In tutto ciò c'è da chiedersi quale sia il senso di entrare in un partito che non può garantire autonomia di pensiero e indipendenza di giudizio. Né più né meno di tutti i partiti in cui la libertà è un miraggio.
E la sinistra? Boh.



