Anno XI 
Venerdì 11 Settembre 2026

Scritto da chiara martini
Politica
22 Novembre 2024

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Il tema futuro di GEAL, non facile da capirsi di per sé, con gli ultimi sviluppi, ovvero il ricorso al TAR da parte dell'Amministrazione Pardini contro l'Autorità Idrica Toscana, si sta ulteriormente complicando. In vista del Consiglio del 26 novembre 2024 ho presentato due interrogazioni urgenti, chiedendo al Sindaco di rispondere e portare i numeri durante la seduta consiliare del prossimo martedì 26 novembre, dedicato al futuro del servizio idrico.

Tutti noi sappiamo che l'acqua è una risorsa preziosa di cui Lucca è ricca e quanto sia necessario tutelarne la qualità con continui investimenti e manutenzioni.

L'acqua è considerato un bene pubblico, principio vigente dal referendum del 2011, quando 26 milioni di cittadini italiani sancirono che sull'acqua non si sarebbe potuto più fare profitto, riconoscendo il diritto all'acqua potabile e sicura, come un diritto umano essenziale al pieno godimento della vita.

Sappiamo anche che GEAL spa, all'interno della quale abbiamo ancora un socio privato, fornisce ai lucchesi un servizio idrico di buona qualità ad una tariffa che anche se attualmente è la tariffa meno costosa in Toscana è tra le più alte in Italia, un lucchese paga quasi il triplo di quanto paga l'acqua un milanese (a Milano per 100 metri cubi d'acqua si paga € 90 annui contro le € 244 di Lucca)

La durata della gestione di GEAL spa è valida sino al 31.12.2025, secondo quanto stabilito dal Protocollo di Intesa fra l'Autorità d'Ambito Territoriale n. 1 Toscana Nord, ora Autorità Idrica Toscana (AIT), Comune di Lucca e GEAL SpA, sottoscritto il 29.12.2011 dalla giunta di centrodestra del Sindaco Mauro Favilla.

Le leggi nazionali e regionali prevedono che dopo il 31.12.2025, il servizio idrico a Lucca sarà fornito da GAIA spa, società totalmente pubblica.

Questo significa trovarsi a fare la vera politica con scelte importanti e richiede di valutare bene come traghettare GEAL in una nuova società alle migliori condizioni possibili, quali ad esempio pretendere subito investimenti sul proprio territorio, conoscendo e entrando nel piano degli investimenti della nuova società in tempi favorevoli, con tariffe adeguate per i cittadini e salvaguardia del personale ad oggi impiegato in GEAL. Condizioni che non si ottengono con slogan e annunci propagandistici, rimandi alla politica del passato, ma con trattative fondate su dati e piani finanziari per far sì che si possa garantire alla città la sacrosanta e complessa tutela dell'ambiente, che è oggi, ben diversa da quella che si faceva negli anni Ottanta.

A fronte di questa situazione amministratori illuminati non dovrebbero avere paura di assumere nuove scelte e trovare nuove strade per fornire migliorie, atteggiamento che dovrebbe valere per ogni settore della pubblica amministrazione.

Il Sindaco ha invece scelto di mantenere l'esistente, timoroso d'affrontare una nuova situazione e ottenere condizioni migliori, ha presentato ricorso contro AIT, fra l'altro con presupposti giuridici deboli, per prendere tempo, dando ad intendere di voler mantenere Geal in vita anche dopo il 31 dicembre 2025, di fatto lasciando Lucca isolata da ogni contesto.

Ma è giusto e onesto dire ai nostri cittadini che questa scellerata scelta isolazionista, ha come conseguenze certe, un costo maggiore per ogni lucchese ogni anno. e rimandare nel tempo la cura della rete, la riduzione delle perdite d'acqua,le fognature, la manutenzione delle tubazioni. Di certo una sospensiva porterebbe vantaggi per il socio privato per la ripartizione degli utili e alle casse del Comune, con la suddivisione dei dividendi.

E' quindi fuorviante far credere che si voglia salvare GEAL per il bene della città, se davvero vogliamo fare rimanere in vita il patrimonio di GEAL bisogna farsi riconoscere il valore che abbiamo accumulato, le peculiarità lucchesi dovute all'abbondanza di acqua di cui disponiamo, i progetti PNRR da realizzare e quindi traghettare la società in una nuova che abbia le adeguate caratteristiche per offrire un servizio di qualità.

E a proposito di qualità dovere di questa Amministrazione, come aveva fatto la precedente giunta Tambellini, continuare l'allargamento a tutto il territorio del sistema fognario e dell'acquedotto pubblico, investimenti, che per correttezza va detto, furono realizzati grazie a un cofinanziamento concesso dall'allora Ministro Altero Matteoli e dalla Regione Toscana, che hanno comportato comunque anche aumenti tariffari di circa il 6,2% per quattro anni.

Se gli investimenti per completare di fognature l'Oltreserchio incideranno solo sui lucchesi anche dopo il 2025, di quanto aumenteranno le tariffe ancora?

E come farà la "piccola" Geal a ottenere dalle banche le decine e decine di milioni di euro necessari per liquidare il socio privato, completare gli oltre 20 Km di fognature tuttora mancanti e i tanti km di acquedotto ancora da ultimare?

O il Sindaco pensa di negare a una parte significativa di lucchesi, servizi minimi come acqua potabile e sistema fognario pubblico per non aumentare le tariffe?

Sarebbe stato politicamente e amministrativamente molto meglio iniziare incontri con AIT, Gaia, Regione e Governo per trovare finanziamenti e sinergie, senza gravare sulle tasche di noi lucchesi, per tutelare la falda del Serchio che fornisce acqua a tre provincie (Lucca, Pisa e Livorno), mantenendo tariffe più basse, trattando anche sull'ingresso di GEAL in GAIa spa.

Invece la maggioranza di centrodestra cerca l'isolamento, di fatto chiudendo ogni rapporto con AIT e Regione.

Oltre alle feste e lucine, sembra che si sia trovato un altro modo per fare campagna elettorale: con i ricorsi al TAR, tema ben più grigio del magico natale, ma che funziona quando non si sa come fare, tanto basta dare l'idea che si va contro e fare credere di dare protezione con la forza, ma a tutela di chi?

Non di certo dei lucchesi, che ricordo sono per tradizione inclini ad ottenere collaborazione dalle autorità competenti in materia, in questo caso AIT, e dai livelli di governo superiori, qualsiasi sia la sponda politica, come la Regione, per creare una gestione capace di dare buoni frutti ai lucchesi e al patrimonio naturale che abbiamo la fortuna di avere sotto gli occhi ogni giorno: l'acqua.

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