Anno XI 
Venerdì 27 Marzo 2026

Scritto da Redazione
Politica
18 Marzo 2024

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Dopo l’esposto alla Corte dei conti, sottoscritto nel novembre scorso dai consiglieri comunali del Partito Democratico, Francesco Raspini e Vincenzo Alfarano, l’ex Prefetto Francesco Paolo Tronca ha rinunciato all’incarico di super consulente di Lucca Holding Spa che gli era stato affidato a giugno 2023.

È quanto rivelano i due consiglieri di opposizione che hanno appreso autonomamente questa notizia mai divulgata né dal Sindaco, delegato alle partecipate, né dall’Amministratore Unico di LH, Marco Porciani, nonostante il recesso dell’ex Prefetto sia stato formalizzato con una determina del 29 gennaio u.s. e che lo stesso Tronca avesse comunicato la sua rinuncia già il 10 gennaio.

L’incarico da 135.000 euro lordi, conferito dall’Amministratore Unico di LH, Marco Porciani, d’intesa con il Sindaco, avrebbe dovuto avere una durata triennale, ma si è interrotto dopo pochi mesi apparentemente per sopraggiunti impegni dell’ex Prefetto. È tuttavia possibile che sulla decisione abbiano inciso le polemiche e i dubbi che hanno accompagnato la nomina sulla quale i due consiglieri hanno recentemente presentato un esposto alla Corte dei conti.

“Questa vicenda è stata contrassegnata fin dal principio da un’assoluta mancanza di trasparenza e si conclude nello stesso modo con cui è iniziata: con una gestione da “sottoscala” – affermano Raspini e Alfarano -. La consulenza richiesta allo “Studio Tronca”, circa 135.000 lordi in 3 anni, è venuta alla luce solo grazie alle indiscrezioni di stampa. Oggi scopriamo in maniera analoga che l’Amministrazione Pardini ha taciuto sul fatto che da ben due mesi questa collaborazione si è interrotta. Ma come? Proprio il Sindaco Pardini in commissione controllo e garanzia ci tenne a rimarcare “la motivazione strategica di questo incarico, assegnato in un momento in cui ci sono partite storiche da giocare” e poi di fronte alle dimissioni di Tronca, formalizzate a quanto risulta già dal 10 di gennaio, nessuno ha sentito il bisogno di informare né la commissione competente, né l’opinione pubblica? Per giunta, proprio mentre su una di queste partite strategiche – quella sul futuro del servizio idrico - si riunisce da mesi una commissione speciale che continua a vagheggiare del prolungamento della concessione di Geal senza produrre il benché minimo elemento giuridico a sostegno?”.

“Apprendiamo che la motivazione del recesso addotta da Tronca sarebbe da individuare in un incarico ricevuto dal Ministero delle Infrastrutture avente ad oggetto “la direzione e il coordinamento del Nucleo preposto all’analisi e alla valutazione delle grandi opere pubbliche”. Dobbiamo confessare il nostro stupore ­– proseguono i due consiglieri -: ricordiamo bene infatti che il dott. Porciani, nel riferire sull’incarico, precisò che “il professor Tronca, oltre ai molti incarichi assolti, ha anche un importante studio legale con sedi a: Milano, Roma e Brescia ed è prevalentemente orientato al diritto societario ed amministrativo”. E allora, pur rallegrati dal fatto che le grandi opere, tra cui immaginiamo anche il Ponte di Messina, siano finalmente in buone mani, ci chiediamo se sia davvero credibile che il titolare di uno studio professionale che ci è stato descritto così ben ramificato, prestigioso e già ricco di incarichi, guarda caso, receda proprio da quello conferito da Lucca per mancanza di tempo”.

Ci chiediamo piuttosto– incalzano Raspini e Alfarano – se questa clamorosa retromarcia non sia da mettere in relazione con i dubbi da noi sollevati circa l’illegittimità della nomina e del compenso ad essa connesso che abbiamo diffusamente circostanziato in un esposto alla Corte dei conti che avremmo francamente evitato se il Sindaco Pardini e l’AU Porciani, anziché irriderci, ci avessero ascoltato con più attenzione nelle sedi preposte”.

“La verità è che questa vicenda” – attaccano Raspini e Alfarano – “è l’ennesima dimostrazione dell’incapacità e della superficialità mista ad arroganza con cui Pardini si approccia alle critiche mosse dall’opposizione: viste ogni volta come un atto di lesa maestà, finiscono puntualmente per rivelarsi fondate. Esattamente come accadde per la vicenda dell’ex presidente di Geal Gianmarco Mancini, prima difeso a spada tratta e poi costretto a dimettersi perché incompatibile con la nomina a causa della sua collezione di incarichi in giro per la Toscana”.

“Ci permettiamo di ammonire affinché la stessa superficialità non sia adoperata – come ci pare di notare – anche per l’approvazione del Piano Operativo, un’altra partita su cui la maggioranza sta procedendo per forzature”.

“A questo punto” – concludono – “assodato che con la nostra battaglia abbiamo contribuito a far risparmiare 135.000 euro ai cittadini lucchesi, resta da capire che cosa abbia prodotto questa consulenza nei poco più di 6 mesi in cui è stata attiva. Chissà se il benigno “attaccamento alla città” che, a quanto si apprende, ha indotto l’ex Prefetto a rinunciare anche alla frazione di compenso cui avrebbe avuto diritto prima di fare i bagagli per più prestigiose occupazioni, ha prodotto anche qualcosa di concreto in vista di quelle “partite storiche” di cui Pardini continua a discettare senza però cavare un ragno da un buco”.

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