Anno XI 
Venerdì 18 Settembre 2026

Scritto da Bartolomeo Di Monaco
Politica
17 Settembre 2026

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E me ne dispiace perché ci fu un tempo, quando ero segretario provinciale della FIB-CISL, l'allora associazione sindacale dei bancari (ora ha un altro nome, FIRST-CISL, essendovisi associate altre categorie di lavoratori), in cui le nostre rivendicazioni non solo salariali, ma anche di migliori condizioni di lavoro, trovavano sempre l'appoggio del PCI. Sapevamo che presso di lui le porte non ci venivano chiuse e l'ascolto era sempre costruttivo e puntuale.

Poi tutto è cambiato. Credo dopo la morte di Enrico Berlinguer, di Pietro Ingrao, di Alessandro Natta, di Achille Occhetto, di Emanuele Macaluso, ossia della vecchia guardia che prese le redini del PCI dopo la scissione dal Partito socialista del 21 gennaio 1921.

Guardate cosa succede oggi con la nuova legge elettorale che consentirà al cittadino di esprimere le preferenze per questo o quel candidato. Si dice da parte della sinistra che è una legge truffa. Uno dei punti forti della riforma è il ritorno delle preferenze. Ossia l'elettore, salvo che per il capolista, che è bloccato, potrà scegliere tra i candidati presenti nella lista. Ma per ostacolare la riforma, ora la sinistra (con a capo il Pd) dice che questo sistema delle preferenze non va bene, poiché non ci deve essere il capolista bloccato, ma l'elettore deve poter scegliere fra tutti i candidati in lista. Leggo in un quotidiano (Il Sud 24 a firma di Antonella Di Martino): "Il tentativo delle opposizioni è quello di modificare il testo introducendo preferenze "libere", senza capilista bloccati e con l'obbligo di alternanza di genere. Gli emendamenti vengono però respinti e passa la soluzione costruita dal centrodestra. Meloni replica anche alle critiche arrivate dalla minoranza: «Alla sinistra, che oggi sostiene che non basta, devo ricordare che non è credibile, su questo tema, chi non le ha mai volute in questi 35 anni e ha votato per bocciarle anche un mese fa».

Dunque, se non capisco male, la sinistra ha bocciato in un recente passato una qualche proposta in cui si liberalizzavano le preferenze, scegliendo di mantenere l'attuale legge elettorale detta Rosatellum (da Ettore Rosato che la propose, allora capogruppo alla Camera dei deputati del PD). Nel Rosatellum si hanno liste bloccate corte, ossia nei collegi plurinominali, i partiti presentano un listino bloccato di candidati (da 2 a 4 nomi). L'elettore esprime il proprio voto tracciando un segno sul simbolo del partito, e i seggi vengono assegnati seguendo rigorosamente l'ordine di presentazione stabilito dalla lista stessa. Non è possibile scrivere alcun nome sulla scheda.

E, dunque, perché ora, dopo che poco tempo fa ha confermato il suo sostegno al Rosatellum, auspica – facendo una svolta a 360 gradi - la liberalizzazione assoluta, e chiede l'eliminazione del capolista bloccato? Un mistero, che può essere risolto solo se si spiega che la sinistra si oppone sistematicamente ad ogni proposta della maggioranza, anche arrivando a rinnegare se stessa. E questa, non è ipocrisia?

Eppoi, c'è la storia del famoso monumento "All'origine delle radici", di Stefano Pierotti, eretto davanti a Porta Sant'Anna, che ha scatenato un sostenuto confronto tra chi vuole che la scritta a favore della Palestina sia lasciata lì come vuole il Pierotti in nome di un work in progress che non porrebbe limiti all'autore consentendogli di apporre modifiche anche dopo aver venduto l'opera, e chi invece vuole farla cancellare, in quanto l'opera non appartiene più all'autore, ma all'acquirente, con in più il fatto che si trova eretta su suolo pubblico, quindi appartenente alla città.

Su Facebook ho chiesto a chi vuole mantenere la scritta attuale come si comporterebbe nel caso la scritta fosse stata di questo tipo: "W Israele". Non l'avessi mai fatto! Dev'essere cancellata! poiché Israele è colpevole di genocidio, avendo massacrato vecchi, donne e bambini senza ritegno. Costoro dimenticano che anche i palestinesi di Hamas hanno fatto altrettanto. E non è il caso di fare la conta tra chi ha fatto più vittime.

E allora ho cambiato la domanda e ho chiesto: E se ci fosse stato scritto "W il governo Meloni?" (non accusabile di alcun genocidio). A questo punto non mi sono arrivate risposte. Forse sono in attesa di suggerimenti. Ma è evidente che la loro tesi secondo la quale l'autore mantiene tutti i diritti sull'opera, anche dopo averla venduta, è diventata scomoda, ed è meglio tacere. Un diretto, insomma, in pieno viso e sono finiti in KO, stesi sul tappeto. Ma chiedo a voi lettori: Non è anche questa ipocrisia?

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