Anno XI 
Venerdì 19 Giugno 2026

Scritto da Redazione
Politica
11 Marzo 2024

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«E' vergognoso che la Provincia di Pistoia, che ha da tempo aderito alla Rete RE.A.DY, si faccia promotrice di un evento che spinge e supporta le istanze gender e Lgbtqia+ all'interno del mondo dello sporto e lo faccia parlando agli studenti delle scuole superiori. E' infatti questo l'obiettivo della proiezione del docufilm "5 nanomoli: il sogno olimpico di un donna trans", che si terrà domani, martedì 12 marzo, in una sala della Provincia di Pistoia. Forse gli organizzatori non sanno che se c'è qualcuno di discriminato queste sono semmai le donne compagne di gara della persona trans che, dotato di robusti muscoli maschili, pretende di gareggiare in competizioni femminili. Ci chiediamo poi se i genitori sono stati messi a conoscenza di questo progetto e se hanno espresso l'obbligatorio consenso informato preventivo in merito alla partecipazione dei loro figli. Si tratta di un martellante indottrinamento gender che però, purtroppo, non stupisce se pensiamo che è solo di pochi giorni fa la notizia dei quasi 6 milioni di finanziamento regionale con le risorse FSE 2021/2027 della legge sulla Cittadinanza di genere alle Province e Città metropolitana di Firenze per "progetti di sensibilizzazione e sostegno alla promozione della parità di genere in ogni ambito". Quindi, alle Province sono destinate queste somme ingenti per "destrutturare gli stereotipi di genere". Potrebbe essere molto più utile, invece, la visione del documentario "Il paradosso norvegese", che dimostra come proprio nel paese nordeuropeo, uno dei più all'avanguardia nell'applicazione di politiche di gender equality, le donne continuano a scegliere professioni tradizionalmente viste come "femminili" e gli uomini quelle tradizionalmente "maschili", tanto che il consiglio dei ministri dei paesi nordici (Nordic Council of Ministers) ha deciso di tagliare i fondi al Nordic Gender Institute, provocandone la chiusura. O potrebbe essere molto più utile informare correttamente gli studenti sul fatto che sempre più federazioni nazionali e internazionali, dei più svariati sport, stanno vietando la partecipazione proprio delle persone trans nelle gare femminili per non discriminare e non mettere in pericolo fisico le donne». Queste le dichiarazioni di Maria Teresa Parrino, referente locale di Pro Vita & Famiglia onlus.

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