Anno XI 
Venerdì 24 Luglio 2026

Scritto da carmelo burgio
Politica
09 Dicembre 2024

Visite: 3956

L’uccisione di Giulia Cecchettin è cosa troppo seria per metterla in burla, e in questo pezzo me ne guarderò bene, tuttavia qualche riflessione provo a elaborarla.
Che sia stato comminato l’ergastolo a Turetta, mi pare giusto. Aggiungerei, con lavoro forzato e tutto, dico tutto, il ricavato a favore dei familiari e per pagare il mantenimento in carcere. Avrebbero dovuto comminarlo in tanti altri casi, con medesima modalità risarcitoria, privando di vitto, letto e riscaldamento in cella chi dovesse rifiutarsi di lavorare. E spero che fra 30 anni non subentrino le solite considerazioni per cui al reo si consenta di rivedere il sole senza la sovrapposizione degli scacchi dell’inferriata. Magari affidandolo a cooperative sociali e – perché no – facendogli tenere le conferenze nelle scuole.
Dove però non ci siamo è l’attenzione concessa alla sorella Elena. 
Ha già costruito la colossale fesseria del “patriarcato”, che sembrava partorita da studente ciuccio, che equivoca sul suggerimento bisbigliato dal vicino di banco durante l’interrogazione, e la spara “a zero” scatenando l’ilarità della scolaresca. Bastava una minima riflessione per comprendere che il termine nulla aveva a che fare con le condizioni delle donne vessate e uccise, e al limite potesse creare imbarazzi proprio a chi difende le minoranze islamiche, altro caposaldo della cultura di una certa sinistra. 
Ora critica la sentenza di condanna, dall’alto di non so bene quale alta preparazione filosofico-giuridica, in quanto la Corte d’Assise non ha riconosciuto le aggravanti della crudeltà e della persecuzione. Mi stupisce solo che i magistrati si siano sentiti in obbligo di replicare. E che da sinistra non abbiano sottolineato che le sentenze si accettano e non si commentano.
Non soddisfatta, attacca il legale del Turetta, stabilendo quale linea difensiva gli fosse permesso attuare. Beh, il difensore il suo lavoro lo deve pur fare, e non deve essere esposto – in una società pervasa dai social – alle più che prevedibili conseguenze da parte di qualche squilibrato, che ha già cominciato a inviare minacce.
Insomma, comprensibile il dolore, ma la ragazza sta forse esagerando, e si comincia a far strada l’idea che voglia sfruttare l’evento per ottenere magari una candidatura. Del resto siamo un’Italia che talora non va a votare per cittadini che abbiano un progetto concreto, ma per chi scateni emozioni. Non a caso in Parlamento abbiamo portato pure Gerry Scotti, dimostratosi campione di simpatia, ma anche d’assenteismo, e Cicciolina, che invece in aula ci andava.
Fra l’altro il silenzio di Elena circa i reiterati episodi che si registrano nell’Iran degli Ayatollah, induce a “pensare a male”, nell’andreottiana accezione. E altrettanto silente è stata su quel giudice che assolveva l’islamico picchiatore della propria donna, in quanto i pestaggi erano solo frutto di cultura radicata nel mondo dei “veri credenti”.
L’uccisione di Giulia Cecchettin, come quella di tante altre che non volevano accettare un partner-padrone o che veniva imposto dai familiari, merita attenzione. Che si voglia tendere a annullare certi fenomeni è corretto, ancorchè la pratica ci dica – purtroppo – che forse certi comportamenti siano insopprimibili. Che non si continui, tuttavia – questo è il mio auspicio – a giuocare di fioretto sui distinguo, blaterando che a destra si tollerino certi comportamenti vessatori, e a sinistra li si combatta. In tal caso, davvero, si dimostrerà di non rispettare chi è stata uccisa, e di saper praticare solo basso sciacallaggio.
Spiace usare questo termine “forte”, ma davvero non ne trovo altro per essere chiaro.
Che le donne – ma anche gli uomini che non vogliano proseguire una relazione – meritino rispetto, non v’è dubbio, ma se si lamentano stupri avvenuti 12 anni fa – onestamente difficilmente dimostrabili – per farne battaglia politica, si perde credibilità. E si induce al sospetto che anche la difesa della libera autodeterminazione di un essere umano a scegliere chi amare, sia solo un modo per lottare per seggi, poltrone, candidature. In sintesi: per il potere e, per risolvere il problema occupazionale senza far ricorso al Reddito di Cittadinanza.   
   

Pin It

ULTIME NOTIZIE BREVI

Spazio disponibilie

Nuova opportunità di incontro tra domanda e offerta di lavoro all'Informagiovani di Lucca. In collaborazione con…

È stata firmata un'ordinanza che prevede l'abbattimento un pioppo gravemente malato e a rischio crollo in via dei…

Spazio disponibilie

Elio e le Storie Tese live mercoledì 29 luglio a Seravezza in occasione del Mediceo Live Festival 

Nuovo appuntamento con "Lido Show": giovedì 23 luglio, alle ore 21.30, il Pontile di Lido di Camaiore…

Spazio disponibilie

La Provincia di Lucca ha pubblicato sul proprio sito (www.provincia.lucca.it) un bando…

Gustavo Vélez cittadino onorario di Pietrasanta: ad annunciare la proposta, che dovrà ora seguire il consueto percorso amministrativo, è stato…

La natura da coltivare e da mangiare sarà al centro del nuovo appuntamento – domani (mercoledì 22 luglio) alle ore 18 – con "Libri a Palazzo", la rassegna promossa dalla biblioteca comunale "Sirio Giannini" nel giardino del Mediceo

Prosegue a pieno ritmo la settima edizione di Bicinema nello scenario verde del Parco Bussoladomani a Lido di Camaiore

Spazio disponibilie

La Versiliana ospita il festival giovanile “Hit Giovani – Canzone d’autore” 2026 che  si propone di offrire un’occasione…

Prosegue la rassegna "Lido Book", il ciclo di incontri con l'autore promosso da Balneari Lido di Camaiore, in collaborazione…

Spazio disponibilie

RICERCA NEL SITO

Duetto - 160
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie