La vicenda del sottosegretario Andrea Del Mastro evidenzia, secondo me, una grande verità! Non il fatto che un politico possa essere inadeguato, né che possa essere colluso (sai che novità nel nostro Paese!); la verità che emerge, inconfutabile, poiché tutta la vicenda trae spunto da un’inchiesta giornalistica, è come, in una democrazia che si voglia fregiare di questo titolo, sia determinante e caposaldo insostituibile una stampa (e con essa si intenda l’insieme dei media) professionale, libera e coraggiosa; non per niente, tale concetto, è stato più volte ribadito dal Capo dello Stato!
Dopotutto già negli quaranta del secolo scorso, il grande Orson Welles ben ci descriveva, nel suo capolavoro cinematografico (che mi permetto di citare nel titolo), quanto l’informazione possa essere definita il Quarto Potere da affiancare ai tre canonici dello Stato: Legislativo, Esecutivo e Giuridico. Questo evidenzia, non solo la forza dell’informazione, ma anche la sua delicatezza e la sua importanza nella società!
Ma perché questo accada ci vogliono dei presupposti indispensabili: la libertà e l’assenza di conflitti dell’editoria; che la stessa libertà si rifletta sul giornalista che deve avere un lavoro stabile, regolarmente retribuito e “coperture” legali adeguate; la consapevolezza di tutti che, il giornalista, soprattutto quello politico o di inchiesta, non solo può ma DEVE necessariamente fare il cane da guardia della democrazia e della legalità anche, anzi, soprattutto verso il potere costituito.
Io non sono un giornalista, non ne avrei né la capacità e né i mezzi, ma ho la fortuna di leggere molto, di informarmi, di avere molti amici e, quasi un anno fa, ebbi l’onore di veder pubblicato un mio articolo (dall’amico editore e veramente libero, garantisco!) dal titolo “Fuga da Alcatraz!”, dove, per Alcatraz, si indicava il nostro Ministero della Giustizia. L’articolo, se riletto oggi, può essere considerato veramente un’anticipazione!
Perciò lo ripropongo integralmente:



