Anno XI 
Domenica 31 Maggio 2026

Scritto da Redazione
Politica
18 Marzo 2026

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"Il 22 e 23 marzo i cittadini saranno chiamati alle urne per esprimersi su una riforma che potrebbe modificare profondamente l'assetto della magistratura nel nostro Paese, indebolendo fortemente anche il principio della suddivisione dei poteri dello Stato su cui si fonda la nostra democrazia e il nostro ordinamento costituzionale".

Sono le parole della segreteria comunale del Partito Democratico di Lucca, impegnato in queste settimane nella campagna referendaria per il NO, insieme a molti militanti, iscritti, cittadini e simpatizzanti

"La giustizia italiana ha bisogno di riforme serie che la rendano più efficiente e vicina ai cittadini - spiegano -. Questa riforma, però, va nella direzione diametralmente opposta: l'elemento fondante, infatti, non è un miglioramento del sistema giudiziario, cosa che non viene minimamente toccata con la riforma proposta dal Governo, ma un indebolimento della magistratura, per consentire all'esecutivo di avere maggiori controlli e maggiori voci in capitolo. La riforma del governo, infatti, non affronta i veri problemi della giustizia – i tempi dei processi, la carenza di personale, le risorse insufficienti – e rischia invece di indebolire l'autonomia e l'equilibrio tra i poteri dello Stato, principi fondamentali della nostra Costituzione".

"Tra gli aspetti più critici c'è l'introduzione del sorteggio per la composizione del CSM, un meccanismo che rischia di svilire la professionalità e l'autorevolezza dell'organo di autogoverno della magistratura. Un sistema così costruito potrebbe rendere il Consiglio superiore della magistratura più fragile e più esposto alle pressioni della politica. Il sorteggio, inoltre, per sua natura, esclude la pari rappresentanza di genere e questo è un altro aspetto che deve essere preso in considerazione. Allo stesso modo, la separazione definitiva delle carriere tra giudici e pubblici ministeri rischia di alterare l'equilibrio del processo. Il pubblico ministero non deve diventare un "super poliziotto" che cerca solo prove contro l'imputato, ma deve mantenere quel ruolo di garanzia che impone di valutare anche gli elementi a favore della persona indagata. Indebolire questo equilibrio può tradursi in un sistema meno giusto, dove chi ha meno risorse economiche rischia più facilmente di soccombere. Preoccupa inoltre l'istituzione di una Alta Corte disciplinare, che rischia di configurarsi come un nuovo tribunale speciale per i magistrati, aumentando il controllo politico sulla loro attività".

"Per noi democratici - conclude la nota - il principio è chiaro: la magistratura deve restare un ordine autonomo e indipendente, libero da condizionamenti. È questo equilibrio che garantisce a tutti i cittadini di essere giudicati da magistrati imparziali e non influenzabili dal potere politico. In un momento storico complesso, segnato da tensioni internazionali, rischi economici e crescenti difficoltà sociali per tante famiglie, riteniamo che il Paese abbia bisogno di politiche che affrontino le priorità degli italiani, non di riforme istituzionali che rischiano di dividere e indebolire le garanzie democratiche. Andare a votare e votare NO significa difendere questo equilibrio e tutelare uno dei pilastri dello Stato di diritto e della nostra Costituzione".

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