Anno XI 
Venerdì 24 Luglio 2026

Scritto da loreno bertolacci
Politica
31 Marzo 2025

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Negli ultimi anni, molte amministrazioni comunali italiane, non per ultima quella della nostra provincia come Castelnuovo di Garfagnana, hanno deciso di revocare la cittadinanza onoraria concessa a Benito Mussolini durante il regime fascista. Si tratta di un fenomeno che, pur avendo un forte valore simbolico, solleva interrogativi sulla sua reale efficacia e utilità, considerando che Mussolini è morto da quasi ottant'anni, insieme al fascismo.

Appare a molti, soprattutto a quelli che appartengono alle correnti non politiche a del buon senso, un gesto tardivo e simbolico privo di qualsivoglia effetto pratico.

La cittadinanza onoraria conferita a Mussolini tra gli anni '20 e '30 era, all'epoca, un atto di sottomissione politica al regime, spesso imposto o fortemente suggerito dal governo fascista. Dopo la caduta del regime e la fine della seconda guerra mondiale, molte di queste cittadinanze non furono mai formalmente revocate, perlopiù per disinteresse o per la convinzione che, essendo il beneficiario o i beneficiari deceduti, l'onorificenza avesse perso giustamente ogni significato.

Tuttavia, negli ultimi anni, in un clima di maggiore attenzione ai simboli, compresa la fiamma tricolore che in questi ultimi tempi, visto il ruolo politico della destra che governa, dovrebbe per alcuni essere cancellata, maggiore attenzione alla memoria storica soprattutto a destra, diversi comuni, politicamente dalla parte opposta, hanno avviato il processo di revoca. Il gesto, per quanto comprensibile dal punto di vista etico e politico, sembra avere un impatto più mediatico che sostanziale. Revocare un'onorificenza a una persona deceduta non cambia la storia né cancella le responsabilità di quel periodo. I problemi da trattare e da discutere dovrebbero essere altri, quelli che toccano i cittadini, ma evidentemente per qualche amministratore le cose non stanno così.

Un dibattito tra memoria e pragmatismo nel quale i sostenitori della revoca sono certi, avendo da sempre la verità a detta loro in mano, che essa rappresenti un'importante presa di posizione contro ogni forma di totalitarismo e una riaffermazione dei valori democratici. Simbolicamente, privare Mussolini di una cittadinanza onoraria significa dissociarsi ufficialmente dal passato fascista e ribadire il ripudio di quel regime. Ma questo è già avvenuto da vari lustri e confermato dai fatti e dalle politiche intraprese.

Dall'altro lato i più critici ritengono che si tratti di una scelta dal significato più propagandistico che pratico. Se lo scopo è mantenere viva la memoria storica e sensibilizzare le nuove generazioni, ci sono senza ombra di dubbio strumenti più efficaci per farlo, come il potenziamento dell'educazione civica, materia non più studiata da anni, il recupero di testimonianze storiche e la valorizzazione della ricerca storica sul fascismo, in chiave giusta e mai strumentalizzata. Fascismo e totalitarismo da studiare e confrontare a tutto tondo, comprendendo tutti quei regimi appunto totalitari di sinistra che spesso nel tempo si sono voluti mistificare e qualche volta anche giustificare. La furiosa discussione sul trattato di Ventotene, che tanti non conoscevano fino a poco tempo fa, ne è i un esempio per certi versi.

In conclusione, per quello che ci riguarda e dopo una attenta riflessione, secondo noi la revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini può essere letta come un'azione di principio, un modo per ribadire l'adesione ai valori democratici. Tuttavia, la sua reale portata resta limitata: è un gesto simbolico che non modifica la storia e che, per alcuni, rischia di distrarre dal dibattito su questioni più concrete legate alla memoria e all'educazione storica. Il vero antidoto contro il ripetersi di ideologie autoritarie e fasciste, parola tanto di moda per le sinistre radical chic, non sta nella cancellazione postuma di riconoscimenti ormai privi di valore pratico, ma nella consapevolezza storica e nella difesa attiva dei principi democratici nel presente, principi democratici e autoritarismi da qualsiasi schieramento politico provengano, destra, sinistra, centro. Qui si che una maggiore “fluidità” nel ragionamento politico e consapevolezza servirebbero. Ma non avendo argomentazioni si preferisce cavalcare la “moda del momento” storico in cui governa uno schieramento di centro-destra che quello che fa è tutto sbagliato, a prescindere.

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