Chissà se qualcuno “rimembra ancor” certi marchi di chewing-gum e gelati, che promettevano altra succulenta prelibatezza, a condizione si rinvenisse all’interno dell’incarto l’esultante scritta “HAI VINTO!”. Di norma si pescava la mesta dizione “RITENTA, SARAI PIU’ FORTUNATO”, motivo per papparsene un altro nell’inutile speranza d’un successo.
Ecco, questo è il “dejà vu” che mi si balena davanti alle promesse elettorali dell’On. San Pierfrancesco Majorino da Leonkavallo, autocandidato al Comune di Milano, come l’altrettanto ottimo dr. Mario Calabresi e la vice-sindaco Scavuzzo.
Nell’attesa che “Elly-e-i-suoi-FratElly” ci rendano note le loro decisioni al riguardo, e trasformino uno di essi in “candidato”, una piccola considerazione corre l’obbligo di farla.
La città della “Madunina” è governata da 3 mandati, 15 anni, dal CSX. V’è fra gli autocandidatisi – in attesa che i rispettivi padroni del vapore a capo delle segreterie di partito si mettan d’accordo – chi inizialmente inneggiava alla giunta Sala, proponendosi in un rapporto di continuità. Salvo poi spiegarci che c’era da cambiare tante cose e rompere tale continuità, e “ascoltare di più la gente”. Ma in attesa si giunga ad un accordo fra tali posizioni contrastanti, rappresentate nella lucida mente dell’ottimo già direttore di “La Stampa” e “la Repubblica”, più preoccupante m’è parsa la posizione del Santo da Leonkavallo. In sintesi ci dice che occorre cambiare praticamente tutto, la giunta Sala ha commesso una vagonata di nefandezze e errori, e votandolo vi porrà riparo. Mi preoccupava l’amnesia evidente, spero non frutto di patologie invalidanti, poiché lo stesso San Pierfrancesco da Leonkavallo, in quella giunta e in quei due mandati, aveva occupato per 7 anni il posto d’assessore. Non era di passaggio per caso per quei lidi per prendersi un caffè.
Naturalmente se n’è rizelato, indicando che sollevare tale eccezione sia comportamento da “fascistello”. Del resto eccepire su qualsivoglia messaggio della sinistra comporta l’abusato anatema, buono per tutte le stagioni, che inevitabilmente accosta a ventennio infausto nei risultati concreti, e s’è rivelato idoneo ad esagitare torme di acritici sostenitori, compresi partigiani veri e falsi, amici e nemici e semplici conoscenti.
E soprattutto consente di non dover enunciare un qualsivoglia programma alternativo che trattenga il dibattito sul piano della concretezza, rifuggendo ideologie “falce e martello”, peraltro dimostratesi anch’esse fallimentari.
Per questo seguita a provocare buonumore la richiesta di rinnovata fiducia all’elettore. Dopo quelli che la stessa sinistra ritiene “errori della giunta Sala”, nessun problema! Non è successo nulla: nell’incarto-regalo compare la maligna scritta “RITENTA, SARAI PIU’ FORTUNATO”.
Come a dire: “Si è sbagliato per 15 anni, ma adesso – tranquilli – abbiamo capito tutto, con l’Intelligenza Artificiale e la Deficienza Naturale. Ridateci il voto e rimetteremo tutto a posto, più e meglio di prima”.
Inutile quindi dare la preferenza a forze alternative, c’è la Sinistra, anch’essa buona per tutte le stagioni. Per cementificare e ruralizzare, accogliere e espellere, delinquentarizzare e militarizzare, difendere i maranza e dirgli a brutto muso “ora ne abbiamo piene le scatole di voi”.
Basta mettersi d’accordo. Soprattutto con la propria testa.
E aggiungere qualcosa all’unica proposta concreta del nostro Santo da Leonkavallo, quella d’avversare il gemellaggio con Tel Aviv, che – lo san tutti – è il principale problema dei meneghini d’oggi.


