“Tanta è la confusione che si sta cercando di alimentare sul futuro dell’acqua lucchese. Basti pensare a quanto riportato erroneamente dal Tirreno, che sarebbe intervenuta una sentenza del consiglio di stato a negare la sussistenza dei requisiti richiesti dalla legge affinché il comune di Lucca possa affidare il proprio servizio idrico integrato a una GEAL 2.0 tutta comunale: si tratta di una falsità talmente marchiana che stupisce e preoccupa”. Così esordisce il gruppo Salviamo la nostra acqua.
“L’unico pronunciamento del consiglio di stato sulla materia ha dato ragione al comune di Lucca. Chiarita la legittimazione del comune a richiedere la salvaguardia, occorre chiarire se questa può essere riconosciuta, se cioè sono stati raggiunti i requisiti di eccellenza richiesti. E su questa questione ad oggi abbiamo solo una sentenza non definitiva: la pronuncia del TAR Toscana che lo ha negato”, proseguono.
“Questa è solo una sentenza di primo grado che, se appellata, potrebbe essere completamente riformata dal consiglio di stato. Cosa peraltro già accaduta con alcuni piccoli comuni del Piemonte che hanno avuto la coerenza e il coraggio di portare la causa avanti al consiglio di stato, che si è pronunciato infine ribaltando la pronuncia del primo giudice e riconoscendo la salvaguardia- è la conclusione- Il sindaco di Lucca rispetti la promessa presa di portare fino all’ultimo grado di giudizio la battaglia legale per la salvaguardia dell’acqua lucchese”.



