Anno XI 
Martedì 22 Settembre 2026

Scritto da carmelo burgio
Politica
22 Settembre 2026

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Una fiammante MOTO GP, con la “recchia n’terra”, come si dice a Napoli, ha affrontato una curva a sinistra sbandando vistosamente verso destra, fino a quasi a finire sul brecciolino e sull’affilato guard-rail. Ho avuto giusto il tempo di capire che la centaura, emula di Valentino Rossi & Co., era la nostra ineffabile PdC, impegnata a recuperare secondi preziosi per infilare alla prima curva il generale fuggiasco, che tiene rigorosamente la destra come prevede il Codice della Strada.
E come tanti mi son detto: “Finalmente!”. E che ci voleva mai a mettere la parola fine alla serie d’interventi normativi, naufragati nella prassi alla luce di sempre insormontabili ostacoli? E far sì che le nostre scuole non si trasformino in tante Madrasse coraniche? Dove non si deve festeggiare il Natale, … ma il Ramadan sì. C’era sempre un “ma” a sbarrare la strada, tanto da far iniziare a credere che fossero “circolari per allodole”, l’ultima mi pare della ministra Maria Stella Gelmini, stilate giusto per far vedere che si volesse far qualcosa, ben attenti a con cambiare – gattopardianamente – nulla. Ora, con legge, più del 30% di figli di stranieri in classe non potranno entrarci. Per cui in fase d’iscrizioni ci si dovrà dar da fare per adempiere, pena? Boh! E finalmente, già che ci siamo, inizieremo a vedere che i genitori di coloro che devastano la scuola, pagano i danni. A proposito… è successo davvero o siamo alle pie intenzioni? E che nei luoghi pubblici non si potrà andare velati. Che poi in molti già non ci si poteva andare, ma ribadirlo è di sicuro “di destra”.
Già. E come la mettiamo con chi ha avuto la cittadinanza coi punti del supermercato e i figli sono italiani, anche se parlano poco l’italico idioma e magari odiano pure le italiche genti? Serviranno a “drogare” la statistica, o si procederà ad una verifica per capire in che categoria porli? Italian speakers or not?
E come la si mette coi diplomi di lingua italiana, favoriti da caritatevoli istituti vicini di massima alla CGIL, la cui falsità emerge quando gl’interessati titolari si presentano con un bell’interprete per istruire la pratica di cittadinanza?
Nell’attesa, quel che conta nell’agone politico, è l’arrembante rincorsa ad occupare la corsia più a destra. Frutto della consapevolezza che l’elettorato dopo un po’ si sia stancato di dire “portiamo pazienza”, e abbia iniziato a riposizionarsi fra le legioni di FN.
Resta però al palo la riforma più sentita dalle FF.P., quella sull’uso legittimo delle armi, e quella altrettanto impellente per chi è costretto dalla situazione contingente a doversi difendere da solo. Badare: non parlo di “giustizia fai da te”, ma di contingente necessità di reagire, perché non c’è possibilità d’essere immediatamente soccorsi dalle FF.P. Oggi c’è un gran dire contro i vigilantes di Rozzano, che fino a che girano in gruppo, ma disarmati, e nessuno aggrediscono d’iniziativa, nulla hanno da temere dalla legge. Ma nessuno ricorda che Rozzano era nel “Decreto Caivano”, e richiedeva particolare tutela dello Stato. Ma, appunto, “nessuno ricorda”.
Oggi si stigmatizza chi si difende con l’arma legalmente detenuta, magari non proprio a casa propria, ma nel casolare affianco che sta ristrutturando. Ma occorrerebbe prendere cognizione che il cittadino – se vive in una cornice d’insicurezza – può anch’egli deviare. Non è giusto, non sarebbe lecito. Ma è lecito che si subiscano 5-10 furti senza nulla poter fare?
Possibile che il rozzanese debba osservare che da quando son stati mandati al pronto soccorso due maghrebini, le strade siano pattugliate in forze da CC e PdS?
E allora, proviamo a pensare ad un territorio in cui i cittadini che vedono qualcosa che non va, chiamano di norma le FF.P.. E che queste intervengono nei tempi consentiti. E che chi delinque, se straniero, possa essere immediatamente circoscritto nella sua sfera di movimento, e al più presto fatto salpare per i suoi patri lidi. O messo ai lavori forzati – per mantenersi – in un’isola.
Già, tutto questo una volta cacciati dall’Ordine dei Medici un po’ di sanitari truffaldini, e resi innocui, attraverso una normativa adeguata e ficcante, i pochi magistrati militanti che si oppongono per partito preso alle espulsioni. Entrambe categorie che sognano un mondo senza confini, meraviglioso, ma per il quale non riescono a spiegare come dovremmo convivere con extracomunitari irregolari (ma anche comunitari, perché no?) che fanno del crimine mezzo unico di sostentamento. E soprattutto come alloggiarli e farli lavorare, senza aumentare il caos di quest’amata Patria.
Insomma, con uno “chapeau” di cortesia e riconoscimento dell’impegno all’epigona del mitico Chirone, centauro per antonomasia prima d’Agostini e Valentino-46, ci son ancora tante curve da affrontare “recchia ’n terra”. 

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