Anno XI 
Venerdì 27 Febbraio 2026

Scritto da carmelo burgio
Politica
27 Febbraio 2026

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Considerato che ogni argomento, ogni evento, persino l’uscita d’Inter e Juve dalla Champion League, e le Olimpiadi, e Sanremo, son diventati mezzi per convincere il dotto e inclito pubblico che si debba votare all’imminente referendum per il “Sì” o per il “No”, provo a dire la verità: ne ho piene le scatole.

Piene dell’ipocrisia e del pervicace tentativo di far capire che una delle due sillabe sia meglio dell’altra. Tirando la giacca a tante brave persone del tempo che fu che hanno prematuramente lasciato questo mondo e hanno altro cui pensare. Credo.

Per non parlare delle attente spiegazioni che ci vogliono dire che non si riforma la giustizia, ma le carriere dei magistrati. Che non s’accelerano (o invece si snelliscono) i processi. Che non si eliminano gli errori giudiziari o che, al contrario, li si potrà meglio prevenire. E che i magistrati saranno o non saranno controllati dalla politica.

Il tutto con contorno di frullato di Falcone e Tortora, buoni in tutti i gusti.

Per non parlare delle rimembranze di passate opinioni di D’Alema e del PD, oggi ampiamente rinnegate nell’invito al “NO”. E di una Chiesa in parte politicizzata, magari solo in quella parte che affianca le cooperative d’accoglienza. Che forse farebbe bene a farsi carico da sola del problema. Eliminando quella galassia di falsi samaritani che ingrassano coi sussidi destinati a far dormire per terra alla stazione di Milano gli accolti. E accogliere le proprie terga in un’auto nuova.

Insomma: spiace che la politica ci creda così idioti da abboccare all’acuminato amo delle arzigogolate ragioni del “SI’” e del “NO”.

E allora, sperando far cosa gradita ai soliti quattro gatti di lettori, provo a metterla semplice, sull’onda del vecchio acronimo militare britannico: K.I.S.S., alla base di ogni attività di pianificazione. Ovvero: “Keep It Simple, Stupid!” Che tradotto significa “Falla facile, o stupido!”

O, confidentially: “Falla facile o (vocativo) Coglione!”

Della separazione delle carriere importa un tubo. E forse pure di quello che potrebbe diventare il doppio nuovo Consiglio Superiore della Magistratura, e dell’Alta Corte che dovrebbe sanzionare davvero i magistrati che sbagliano. Già, quella che voleva pure il PD pochi anni fa, ma ci ha ripensato.

In quanto alle “toghe rosse”, posso solo dire che non può andar bene una procura che incrimina dei black block e non essere gradito un giudice che li scarcera. Né che possa essere invisa la procura che incrimina il politico di destra, salvo voi essere sugli scudi quella corte che l’assolve. Specie se a volte sono le stesse del caso antecedente.

Il problema c’è, senz’altro. Localizzato, residuale, ma non per questo meno efficace quando decide di entrare a gamba tesa.

A mio avviso il referendum, per quanto il governo non vi riponga la “fiducia” del Popolo Italiano, oramai non più sovrano, è solo un plebiscito sul gradimento del governo stesso e dell’attuale maggioranza. Se questa destra più o meno tendente al centro possa restare in sella oppure no.

Ovviamente ove vinca una parte, potrà sperare che alle successive politiche del prossimo anno il successo si ripeta. Si ripartirebbe allora a colpi di bonus che placano appetiti di “piccioli” per pagarsi dalla macchinina a pedali al nuovo tetto della casa. E aperture all’immigrazione che più che tacitare lo spirito umanitario, rifornisce di contante cooperative d’accoglienza a basso costo (per loro), risolvendo il problema della disoccupazione per categorie a scarsa propensione a rompersi la schiena. E magari finirebbero gli scioperi del venerdì e le annesse devastazioni urbane. Insomma, non è tutto negativo.

Se vincerà l’altra, il risultato elettorale del 2027 potrebbe confermare l’attuale maggioranza, e allora ci terremo gli scioperi che come “topping” hanno le periodiche devastazioni, niente bonus a pioggia, e almeno nominalmente ci si deve aspettare che si cerchi di far qualcosa per migliorare il trattamento delle vittime che si difendono, e contro l’immigrazione. Queste ultime msterie, al netto della resistenza di qualche magistrato.

Insomma, in nessun caso avremo risolto i problemi del Paese e della Patria. In ordine alfabetico e distinti in base al diverso sentire.

E allora NO e SI’ vanno ad intrecciarsi con quelle due definizioni dell’Italia.

STOP.

Argomentare ulteriormente è solo un modo per perdere e far perdere tempo, e quindi mi astengo.

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