Anno XI 
Domenica 4 Ottobre 2026

Scritto da Redazione
Politica
27 Ottobre 2020

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"L'organizzazione sanitaria a Lucca continua a presentare enormi falle, e ciò spiega la ripresa della pandemia su un territorio che non è stato adeguatamente presidiato e controllato: in questi giorni i pazienti Covid-19 positivi vengono fatti passare dal pronto soccorso dell'ospedale San Luca, dove stazionano ore per eseguire accertamenti che potrebbero benissimo fare nella camera di degenza. E ancora oggi chi deve essere ricoverato viene suddiviso su tre unità operative, come se la malattia non dovesse essere considerata unica e trattata in modo multidisciplinare. Ma la struttura per intensità di cure non era nata appunto per questo? Siamo ritornati alle vecchie e statiche organizzazioni per reparti stagni". La denuncia arriva dal gruppo consiliare SìAmoLucca.

"E' quindi con stupore che abbiamo appreso come Cgil, Cisl e Uil abbiano incensato l'Asl anche in questa seconda fase di pre-pandemia Covid19, marcando alcuni aspetti positivi come le maggiori conoscenze e strategie di cura, una migliore organizzazione territoriale, la disponibilità dei dispositivi di protezione individuali, un sistema di controllo su Rsa e strutture per soggetti in condizioni di fragilità, la possibilità di eseguire volumi di tamponi più che doppi rispetto alla prima fase – sottolineano in una nota i consiglieri comunali Alessandro Di Vito, Serena Borselli e Remo Santini -. Ebbene, SìAmo Lucca rimane dell'opinione che bisogna avere bene i piedi sulla terra e prima di parlare conoscere la realtà, così come ci viene descritta dai cittadini e dagli operatori del settore. Dopo 7 mesi dalla prima ondata non esiste un trait d'union tra ospedale e territorio sia dal punto di vista organizzativo che scientifico; il reparto di malattie infettive, di cui Lucca deve andare orgogliosa, in questa pandemia non ha svolto quel ruolo di primo piano necessario per un virus ad altissima contagiosità. Se poi si parla di Rsa, allora i sindacati devono essere aggiornati sul fatto che quella di Maggiano divenuta Rsa Covid per l'epidemia di positivi al suo interno. Nessuno parla dei positivi presso il reparto di Riabilitazione di Barga, nessuno parla di quanti operatori sanitari stanno riaprendo infortunio Covid-19, nessuno vuole affrontare i problemi del 118 e del pronto soccorso stesso".

L'analisi della lista civica prosegue in base ad altre considerazioni.

"Il San Luca è stato di nuovo classificato come ospedale Covid nell'assurdità più assoluta, considerando che attorno a noi ci sono altri tre reparti di malattie infettive come Pisa, Massa e Livorno - proseguono i tre consiglieri -. Anche questi allora diventeranno ospedali Covid? E pensare che malattie infettive ha 23 posti letto a Cisanello ma nel frattempo ne sono stati attivati altri 40 posti al Santa Chiara. Invece il San Luca, come successo a marzo, sta di nuovo chiudendosi a malati che hanno altre patologie e non c'entrano con la pandemia, perché nelle ultime tre settimane sono stati trasformati i posti letto ordinari in posti letto Covid19: precisamente il reparto Day Surgery (22 letti) , la corsia della Medicina (24 posti letto), la Terapia Intensiva (14 posti letto) e a breve anche la subintensiva (16 posti letto). In considerazione dell'andamento del virus si chiuderà prossimamente anche parte della Chirurgia/Ortopedia. Di queste e altre problematiche qualcuno è a conoscenza o va tutto bene così? Perché non si attivano i posti letto al Campo di Marte in modo da dividere i pazienti Covid, al pari dell'esperienza pisana,  tra Malattie infettive e un'altra area fuori dal presidio ospedaliero centrale?".

SìAmoLucca si dice disponibile a un confronto serio, ma dice basta a bugie, stop al tentativo di dipingere una realtà che non esiste.

"Chiudiamo ribadendo che pure i 14 posti letto di cure intermedie del Campo di Marte inaugurati il 4 agosto – termina la nota – non sono stati ancora attivati. Non vi sembra una presa in giro oltre che la negazione di accesso alle cure del post acuto? Infine, si deve ripartire anche dal ruolo del Dipartimento della Prevenzione che non si sa a tutt'oggi cosa abbia fatto e cosa stia facendo".

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