Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime ferma condanna per gli episodi di violenza verificatisi il 23 ottobre presso l’istituto tecnico Carrara di Lucca, dove un tentativo di occupazione è stato segnato da gravi tensioni, culminate nel ferimento di un agente di polizia e nel ricovero ospedaliero di uno studente diciassettenne: “La vicenda presenta elementi di particolare gravità che impongono una valutazione rigorosa, estranea tanto alle semplificazioni polemiche quanto a interpretazioni indulgenti che rischierebbero di sminuire comportamenti incompatibili con la funzione e la sicurezza dell'istituzione scolastica”, dichiara il presidente Romano Pesavento.
“Il punto centrale non riguarda la legittimità del dissenso studentesco. Quando un'iniziativa collettiva espone altre persone al rischio di lesioni, ostacola il regolare svolgimento delle lezioni e richiede l'intervento delle forze dell'ordine, non ci si trova più di fronte a una semplice manifestazione di conflittualità giovanile. Il rischio è di alimentare una cultura della deresponsabilizzazione- prosegue il professor Pesavento- Particolarmente preoccupante appare la crescente tendenza a considerare l'occupazione scolastica una modalità ordinaria di pressione, prescindendo dalle conseguenze che essa determina sull'intera comunità educativa”.
“La scuola perde credibilità quando il rispetto delle regole viene presentato come un valore essenziale ma diventa oggetto di continue eccezioni e mediazioni. Un atteggiamento educativo serio richiede coerenza, capacità di intervento e chiarezza nel distinguere il confronto legittimo dalle condotte che compromettono la sicurezza collettiva- conclude Pesavento- Esprimiamo solidarietà ai feriti e apprezzamento per quanti sono intervenuti nella gestione dell'emergenza. La questione che Lucca pone all'attenzione pubblica riguarda la contraddizione di un sistema educativo al quale si chiede di formare persone autonome e responsabili, mentre si rischia di accettare che l'assunzione delle conseguenze delle proprie azioni resti un principio astratto”.


