Anno XI 
Lunedì 22 Giugno 2026

Scritto da carmelo burgio
Politica
21 Giugno 2026

Visite: 31

Tranquilli: non v’annoio (no che non v’annoio) con quando il “Bioncafone” sia cafone, inutile ripetersi, ma vediamo di ridestare qualche ricordo sopito. Perdemmo malamente una guerra, e – forse – furono gli USA a volere che la monarchia andasse a casa. Ai “Brit”, credo, avrebbe fatto comodo restasse una Casa Regnante, con cui dialogare fra coronati. Elemento di stabilità, chiunque sieda a Downing Street o a Palazzo Chigi.
De Gasperi andò col cappello in mano a Washington, e altro non poteva, e ci fece infilare nella NATO. Per fortuna dico io.
D’Alema, prima di esordire nel 1998 col suo primo governo, a guida comunista – tale era e tale è rimasto, e non lo sto criticando, o biasimando, mi limito ai dati di fatto – andò a Washington, e se avesse avuto un cappello l’avrebbe tenuto in mano. Gli serviva l’informale approvazione della Casa Bianca e dello Zio Sam.
Ci ha fatto comodo che la nostra premier fosse l’unica in Europa a poter parlare con “Bioncafone”, quando c’era da chieder una mano per far liberare in Iran “Cecilietta” Sala nostra, o per riportare a casa Chico Forti, o per ottenere qualcosina in termini di dazi. Ora fa ridere criticare i “buoni rapporti, al limite dell’arrendevolezza e del vassallaggio”, di un tempo.
Chiariamolo: con noi, buona parte dell’Europa e la NATO, gli USA hanno sempre comandato. E ci hanno difesi. E ci ha fatto comodo. Potevamo spendere il poco per avevamo in scuola e welfare, fino alla sanità gratuita, oramai ricordo di un tempo felice (?). Se avessimo dovuto difenderci da soli dal 1948 a oggi, avremmo dovuto rinunciare al pane fresco tutti i giorni, e stringere la cinghia col pane duro. Quindi facciamocene una ragione. Quella è una grande potenza, come Cina e Russia. L’Italia, e gli altri nani europei, no.
Un tempo lo zio Sam poteva tenere sul fronte europeo, con la NATO, e su quello asiatico, con l’ASEAN. Oggi mi pare di capire che non creda di averne le risorse per proseguire su questa strada. E siccome ritiene più pericolosa l’offesa cinese, a noi europei ci scarica, o, almeno, ci svillaneggia. Lo fa con il “Bioncafone”, va bene. Ma pur salvando le forme, aveva cominciato da un po’ prima con tale atteggiamento.
Ovvio che bene abbiano fatto prima il Papa e poi la premier Meloni, a ribattere a muso duro. Ma se gli States, con le rozze maniere di Trump, ci fanno capire che si preoccupano più della sfida cinese che di quella russa, e quindi sempre meno dell’Europa, una ragione strategica c’è sempre. Per questo svillaneggiano l’Europa per il mancato aiuto, e non lo fanno con Giappone, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda che – chi prima chi dopo – in Afghanistan ebbero lo stesso rinunciatario atteggiamento di gran parte del Vecchio Continente. 
Anche in tecnologia e come mercato hanno meno bisogno di noi che di altre zone del globo. E la diminuzione del bisogno porta a scaricare ciò che si ritiene sia zavorra.
Andando invece a guardare nei fatti di casa nostra, la premier Meloni ci ha guadagnato. Non per la solidarietà a denti stretti e il cuore in tumulto di festa, di qualcuno dell’oppiosuzione. Direi piuttosto perché lo scontro con Tru-culento-mp è occorso mentre in Europa incassava il successo del suo programma penelopesco contro l’immigrazione clandestina. Per non parlare dell’annunciato piano-casa e di qualche numero circa espulsioni e sbarchi, che le dà un minimo di ragione.
L’ombra su tutto, invece, all’improvviso, la getta Vannacci. Un anno fa si stava a parlare di una certa vittoria – per quanto lo possa essere in tema elettorale – dell’attuale governo per “manifesta inferiorità tecnica” del contendente. Oggi la scena s’è ingarbugliata. Con l’incognita-Vannacci, arricchita dalle incognite di cosa faranno Crosetto, Tajani e i suoi berluschidi ispiratori, se cioè accetteranno la “sporca dozzina, coi suoi elefanti”. Di Salvini credo la premier non si preoccupi. È al minimo, e un altro ricostituente come fu Vannacci alle europee, non è in vista. Credo che pur di restare in sella resterà fedele agli accordi con FdI. A differenza di Forza Italia e del suo “Moderato satellite”, pronti a obbedire a ordini di Mediaset. 
È vero che un governo Prodi s’insediò a Palazzo Chigi per il rifiuto di Fini ad accettare l’alleanza con un Rauti ritenuto impresentabile, e credo padre dell’attuale sottosegretaria alla Difesa. È vero che a Verona ora si deve professare antifascismo per avere un passo carrabile. È vero che in Sardegna la destra ha perso per non andare “uniti a fare – rugbysticamente – meta”.
Ma da inguaribile ottimista, spero che qualcuno, sbagliando, abbia imparato. 

Pin It

ULTIME NOTIZIE BREVI

Spazio disponibilie

Lunedì 22 giugno, alle ore 18, nella sala del consiglio comunale è in programma la presentazione del libro…

Un nuovo bozzetto, martedì (23 giugno), entrerà a far parte della prestigiosa collezione custodita dal Museo intitolato a Pierluigi Gherardi, a…

Spazio disponibilie

Una bella novità per gli amanti della lettura, per questa estate: grazie agli sforzi del personale volontario, la…

Domani, sabato 20 giugno, a partire dalle ore 15.00, presso il campo sportivo di Segromigno in Piano si…

Spazio disponibilie

Tutto pronto per l'inaugurazione della mostra "Visione e memoria", dedicata a Giovanni Giorgi (1859-1932). Il percorso espositivo inaugura…

Il "gioiello d'artista" interpretato da 32 autori di fama internazionale: nella sua antologia "Quando il gioiello diventa arte" la giornalista e curatrice indipendente Paola…

Alla scadenza dei termini dell’avviso esplorativo pubblicato dal Comune di Bagni di Lucca per sondare eventuali disponibilità all’acquisto, sono giunte all’Ente quattro offerte: nessuna proveniente, però, da associazioni locali

Lorenzo il Magnifico, Botticelli, Carlo V: a Partigliano rivive il Rinascimento, Domenica 21 giugno, dalle 17 fino a…

Spazio disponibilie

Lunedi 15 giugno, nelle prime ore pomeridiane, la squadra anticrimine del Commissariato di Forte dei Marmi…

Questa mattina (giovedì 18 giugno) il sindaco di Pietrasanta Alberto Stefano Giovannetti e l'artista Gustavo Vélez, insieme all'operatrice degli Istituti culturali cittadini,…

Spazio disponibilie

RICERCA NEL SITO

Duetto - 160
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie