Anno XI 
Giovedì 17 Settembre 2026

Scritto da Redazione
Politica
22 Settembre 2023

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Il parco “Saharawi”, situato a San Concordio, sta andando incontro a un processo di rinnovamento e riqualificazione. La giunta Pardini, infatti, ha già effettuato alcuni lavori di manutenzione e sgombero, rimuovendo le piccole “baracche” per gli attrezzi agricoli ormai decadenti e utilizzate per ben altri fini, oltre a quelli del giardinaggio.

Un nuovo inizio per un’area finita molto spesso al centro delle polemiche e del malcontento della popolazione residente: fin dalla sua seconda inaugurazione, nel 2017, aveva fatto discutere lo smantellamento di buona parte dei giochi per i bambini per far posto a “orti sociali” a disposizione dei privati cittadini: una strategia partita sicuramente con le migliori intenzioni ma rivelatasi tutt’altro che coinvolgente per gli abitanti di San Concordio.

Del resto, anche lo stesso nome, “Saharawi”, non era andato giù ai residenti: il parco, infatti, si sarebbe dovuto chiamare “Del Sambuco”, in onore di una pianta che venne inavvertitamente rimossa durante i lavori per la prima inaugurazione.

Oggi, sono molti quelli che sperano che al parco venga dato il suo nome “originario”, tra cui il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Diego Carnini, che attraverso una nota ufficiale ha rimarcato come dopo i lavori di riqualificazione sia ora necessario pensare alla “Memoria storica”.

“Un nome che deriva da una scelta dell'amministrazione Tambellini – spiega Carnini – su suggerimento del consiglio comunale dei ragazzi (organo che all'interno vedeva una dottrina politica ben precisa), che non ha avuto l'effetto sperato, che rimane tutt'oggi lontano dalla cittadinanza e che soprattutto è andato a cancellare la promessa che l'amministrazione Favilla, l'amministrazione che ha realizzato il parco, aveva preso con i cittadini: intitolare il parco come parco del sambuco, a onorare la rimozione che avvenne per errore di una pianta di sambuco durante i lavori […] Bene la decisione della giunta Pardini di rimuovere le piccole baracche per gli attrezzi presenti, che erano in malora e che venivano usate per scopi impropri, ora si pensi al ripristino della memoria storica e alla pacificazione con il quartiere, che prevede solo un patto categorico: Basta cemento a San Concordio".

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