Anno XI 
Sabato 15 Agosto 2026
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie

Scritto da renata frediani
passioni napoleoniche
01 Dicembre 2024

Visite: 1551

La battaglia di Austerlitz, 2 dicembre 1805, denominata la battaglia dei tre Imperatori, fu combattuta da Napoleone contro il fronte antifrancese della Terza Coalizione esattamente un anno dopo l’incoronazione, avvenuta a Parigi, il 2 dicembre 1804. Riconosciuta come una dei più grandi successi della carriera militare di Napoleone ebbe inoltre un importante ruolo politico poiché fu soprattutto vittoria dei principi della Rivoluzione.

I preparativi della battaglia iniziarono il 1 dicembre in una giornata caratterizzata da pioggia e gelo, sotto un cielo plumbeo. Secondo le fonti sessantamila soldati francesi combatterono contro novantamila soldati della coalizione avversaria in territorio nemico. Napoleone era consapevole che aveva nelle mani la vita dei propri soldati, che non erano semplici numeri da gettare in battaglia ma compagni di avventura, militari come lui. Proprio per questa sua sensibilità verso i commilitoni viveva con loro sui campi di battaglia rinunciando alla vita comoda dei palazzi parigini.

Anche quella domenica sera, Bonaparte fu vicino a loro fra il fango, con la redingote consunta, al rullo dei tamburi, il cui suono evocava e incalzava l’inizio di ogni battaglia. Bonaparte pronunciò come consuetudine ai suoi soldati un suo proclama in modo che ogni soldato potesse conoscere nel dettaglio, in modo chiaro e preciso, gli obiettivi del piano di battaglia, «Soldati, l’armata russa si presenta davanti a voi per vendicare l’armata austriaca di Ulm […] Soldati dirigerò io stesso i vostri battaglioni, mi terrò lontano dal fuoco con la vostra solita bravura, voi porterete il disordine e la confusione nei ranghi nemici. Ma se la Vittoria fosse per un momento incerta voi vedreste il vostro imperatore esporsi a primi colpi».

Verso sera Napoleone passò in rassegna a cavallo le truppe che formavano una catena di circa dodici chilometri per essere certo che la Grande Armée fosse pronta. Sebbene il suo esercito contasse un numero minore di membri rispetto all’esercito nemico i messaggi del suo proclama erano stati chiari, precisi e proficui ed avevo colto l’obiettivo di motivare le truppe nell’affrontare con coraggio il teatro di guerra. Fu un momento suggestivo che precedette la battaglia ed i soldati, sorpresi dalla presenza del loro generale, esclamarono “Viva l’Imperatore” e contemporaneamente Napoleone, alla luce di migliaia di fiaccole di paglia e dei fuochi dell’accampamento, contemplò a lungo quella scena e rispose commosso «È la più bella sera della mia vita» e non mancò di precisare «ma soffro al pensiero che perderò un buon numero di questa brava gente. Io sento che sono davvero i miei figli, e in verità talvolta mi rimprovero questo sentimento perché temo mi renda inagibile alla guerra».

I soldati ricordarono l’anniversario dell’incoronazione del loro imperatore ed, utilizzando la paglia dove dormivano, accesero grandi fuochi in un clima di festa corale. Quella sera dormirono sopra la dura terra, per loro valeva la pena rinunciare a quella piccola comodità pur di sentirsi uniti e vicini, in quel rapporto di totale fiducia, a quel generale che sapeva così bene conquistare i loro cuori, con l’umiltà di soldato, nonostante il rango di imperatore.

Dall’altopiano di Pratzen i due Imperatori della coalizione avversaria osservarono Napoleone. Il luogotenente di artiglieria che si era proclamato Imperatore, anche se sancito da plebiscito nazionale, non era certo ben visto dai due imperatori avversari, l’ Arcangelo russo, lo zar ventottenne Alessandro I, così chiamato per la giovane età e per il colore biondo dei suoi capelli che contribuivano all’aspetto di eterea bellezza, ne tanto meno dall’altro imperatore nemico il trentasettenne Francesco I d’Austria.

Per loro, veri re, Napoleone appariva il rivoluzionario che desiderava far passare il messaggio di uguaglianza, libertà e legalità, contro i previlegi dinastici delle monarchie europee e per questo definito il “missionario in Stivali” per la propagazione di questi valori.

I loro eserciti erano aristocratici, formati da generali anziani quali il valoroso generale russo Kutuzov, combattenti di lungo corso, mentre la Grande Armée, gioiello militare ideato da Napoleone, poteva contare su giovani generali come Davoust, Murat, Lannes, con a capo il trentacinquenne generale Bonaparte.

La nebbia del giorno precedente la battaglia fu provvidenziale, permise a Napoleone di posizionare le truppe su alture poco visibili, ingannando il nemico. All’alba del 2 dicembre iniziò la battaglia e quando la nebbia si diradò, apparì uno squarcio di sole, che passò alla storia come il mitico sole di Austerlitz. Le truppe di Napoleone comparvero come dal nulla, spiazzando l’esercito nemico, grazie alla grande e geniale capacita tattica e militare di Napoleone. Le truppe francesi anche se numericamente inferiori, già dalle prime ore della battaglia, trasmisero la sensazione di essere presenti ovunque, grazie soprattutto al ruolo strategico della fanteria e della cavalleria che si spostavano sul teatro di guerra con una rapidità magistrale. Già nel primo pomeriggio la battaglia si risolse con la vittoria dell’esercito francese e la triste ritirata dell’esercito russo ed austriaco che attraversando un lago ghiacciato fu decimato a causa dell’annegamento di molti soldati.

Il 3 dicembre, dopo la vittoria, Napoleone indossò una camicia pulita e scrisse a Josephine informandola della vittoria e che, dopo aver bivaccato otto giorni all’aperto in un clima freddo, finalmente quella sera avrebbe dormito in un comodo letto presso il castello del principe Kaunitezl.

Abbiamo notizia dalle memorie del valletto di Napoleone, Constant Vairy, che Napoleone al campo di Austerlitz non aveva neppure una tenda, dormiva all’interno di una baracca che i soldati avevano costruito con rami di albero e per letto aveva un groviglio di paglia. Josephine alle 9 di sera nel castello di Sant-Cloud, ricevette la lettera ed appena letta, dall’immensa gioia, si sfilò dalle mani uno stupendo diamante donandolo all’emissario inviato da Napoleone che, purtroppo, nell’immediato, non poté apprezzare questo prezioso regalo poiché era caduto a terra svenuto a causa dell’ enorme stanchezza dopo avere percorso al galoppo più di cinquanta leghe per consegnare a Josephine la bella ed importante notizia. Andò ancora peggio al povero cavallo che non sopravvisse a tante ore di galoppo.

Il giorno della sua più celebre vittoria, Austerlitz, Napoleone intravide l’ambito traguardo di un Europa unita, ma fu un traguardo ancora troppo lontano. Il sogno di Napoleone, le idee illuministiche della Francia rivoluzionaria di cui egli era il paladino, si scontravano con la vecchia monarchia europea.

Napoleone capì troppo tardi, ormai in esilio, che i monarchi non intendevano rinunciare ai previlegi acquisitisi dinasticamente, si sottomettevano da vinti ma non convinti, e soprattutto capì che lui grande generale con la sola spada non avrebbe potuto sconfiggerli.

Pin It
  • Galleria:

ULTIME NOTIZIE BREVI

Spazio disponibilie

Si è concluso con un momento di condivisione insieme ai bambini e alle loro famiglie il ciclo…

Con domenica 30 agosto termina la celebrazione della messa nella chiesa di San Martino in Vignale: “Siamo prossimi…

Spazio disponibilie

Un’amica, ieri, mi aveva informato che stavano smontando i vecchi pannelli dell’illuminazione nel sottopasso Borgo Giannotti/Porta Santa Maria.

 Arriveranno entro il 31 agosto le bollette TARIC relative ai mesi gennaio-aprile 2026: la calendarizzazione, infatti, è stata…

Spazio disponibilie

“Per la massima diffusione ai cittadini di Viareggio Massarosa e Camaiore si comunica che a partire dal…

Una vita cambiata per sempre da un incontro con la sofferenza degli animali. È quella di Sara Turetta, attivista internazionale…

Entra nel vivo della seconda metà di agosto la settima edizione di Bicinema, la rassegna di cinema sotto…

Dalla radio alla televisione, fino alle piazze e agli eventi dal vivo: una carriera attraversata dall’ironia, dalla musica…

Spazio disponibilie

Ci sono canzoni che non hanno bisogno di essere presentate: basta ascoltarne le prime note perché riaffiorino…

Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini sarà ospite del Caffè della Versiliana venerdì 14 agosto, alle…

Spazio disponibilie

RICERCA NEL SITO

Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie