Possiamo restare settimane senza cibo, ma solo pochi giorni senza acqua. Eppure è l’alimento che più spesso diamo per scontato. Nel corpo di un adulto rappresenta circa il 60% del peso e partecipa a quasi tutto: regola la temperatura, trasporta nutrienti, permette ai reni di eliminare le scorie e sostiene il lavoro dell’intestino.
Quanta ne serve davvero
L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) indica come apporto adeguato circa 2 litri al giorno per le donne e 2,5 per gli uomini. Il conteggio comprende anche l’acqua contenuta negli alimenti, come frutta, verdura e minestre, che copre circa un quinto del fabbisogno. Servono più liquidi con il caldo, durante lo sport, in gravidanza e in caso di febbre o diarrea. Negli anziani lo stimolo della sete si attenua: conviene bere a intervalli regolari.
I segnali di scarsa idratazione sono urine scure, bocca secca, mal di testa e stanchezza. Chi ha problemi di cuore, reni o fegato, o assume diuretici, deve concordare con il medico la quantità giusta.
Minerale, di sorgente o del rubinetto?
L’acqua minerale naturale proviene da falde sotterranee, è pura alla fonte e ha una composizione costante, riportata in etichetta. L’acqua di sorgente ha origine simile ma non è obbligata a mantenere una composizione fissa. Quella del rubinetto è sottoposta a controlli periodici e ha caratteristiche che cambiano da zona a zona.
Il dato più utile in etichetta è il residuo fisso, cioè la quantità di sali disciolti in un litro:
- minimamente mineralizzata: fino a 50 mg/L
- oligominerale: da 50 a 500 mg/L
- mediominerale: da 500 a 1.500 mg/L
- ricca di sali minerali: oltre 1.500 mg/L
Alcune diciture dicono di più: “indicata per diete povere di sodio” (meno di 20 mg/L), “calcica” (oltre 150 mg/L di calcio), “magnesiaca” (oltre 50 mg/L), “bicarbonata” (oltre 600 mg/L). Non esistono invece acque “detox” o “miracolose”: a depurare l’organismo pensano reni e fegato, l’acqua ne sostiene il lavoro.
Un aiuto per l’intestino
Ogni giorno nel tubo digerente passano 8-9 litri di liquidi, quasi tutti riassorbiti. Se se ne beve poco, le feci tendono a diventare dure; le fibre, preziose per il transito, funzionano bene solo se accompagnate da acqua a sufficienza. Alcune acque ricche di solfato di magnesio sono state studiate come supporto nella stipsi funzionale, ma vanno usate con il parere del medico.
Il kefir d’acqua, l’acqua che fermenta
È una bevanda leggermente frizzante e acidula, ottenuta da acqua zuccherata e da piccoli granuli in cui convivono batteri lattici, acetici e lieviti. Non contiene lattosio, quindi è apprezzata anche da chi evita i latticini. Va considerata un alimento fermentato che può entrare in una dieta varia, non una cura, e non sostituisce l’acqua semplice.
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Come prepararlo in casa (per circa 1 litro) Occorrente: 1 litro di acqua (oligominerale o di rubinetto lasciata riposare 12 ore), 3-4 cucchiai di zucchero di canna (grezzo o integrale tipo Rapadura/Muscovado) oppure zucchero di cocco o sciroppo di agave/acero, 2-4 cucchiai di granuli di kefir, 1 fico secco e mezza fetta di limone non trattato. 1. Lavare bene barattolo di vetro e utensili. Sciogliere lo zucchero in un po’ d’acqua tiepida e completare con acqua a temperatura ambiente. 2. Aggiungere granuli, fico e limone. Coprire con un telo, senza chiudere ermeticamente. 3. Lasciare fermentare 24-48 ore a 20-25 °C, lontano dalla luce diretta. 4. Filtrare con un colino non metallico (meglio plastica o acciaio inox): i granuli si rimettono subito in acqua e zucchero nuovi. La bevanda si conserva in frigorifero 3-5 giorni. Attenzione: se compare muffa, o l’odore è di marcio, si butta tutto. Per la seconda fermentazione in bottiglia usare solo bottiglie a tenuta e non riempirle fino all’orlo, perché la pressione aumenta. |
Si comincia con 50-100 ml al giorno, osservando la tolleranza. Cautela, e parere del medico, in gravidanza, con difese immunitarie ridotte, nel diabete e nei bambini.
In pratica
Bere con regolarità, senza aspettare la sete; tenere una bottiglia a portata di mano; controllare il colore delle urine; alternare acqua del rubinetto e minerali scelte in base all’etichetta; moderare bevande zuccherate e alcoliche. L’acqua resta il gesto più semplice e a basso costo per prendersi cura di sé.
Il testo ha finalità divulgative e non sostituisce il parere del medico.
Fonti: Efsa, parere scientifico sui valori di riferimento per l’acqua (2010); D.Lgs. 176/2011 sulle acque minerali naturali; Laureys e De Vuyst, Applied and Environmental Microbiology (2014); Dupont e Hébert, Nutrients (2020).


