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Scritto da Redazione
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20 Settembre 2020

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Per richiedere la terza mensilità del reddito di emergenza sarà necessario inoltrare la relativa domanda all’Inps entro il prossimo 15 ottobre. Il reddito di emergenza è stato prorogato attraverso il decreto Agosto, che ha sancito la concessione di una quota una tantum supplementare per quei nuclei familiari che avevano già i requisiti per usufruire delle prime due quote. Entro il 15 ottobre 2020, pertanto, potrà essere richiesto l’importo della mensilità aggiuntiva, che sarà sempre lo stesso, da un minimo di 400 a un massimo di 800 euro; solo in presenza di disabili non autosufficienti o gravi si potrà arrivare fino a 840 euro.

Cosa bisogna sapere prima di presentare la richiesta

Per quel che riguarda i requisiti di accesso, è mutato il valore del reddito familiare mensile, per il quale adesso è necessario fare riferimento al mese di maggio; in più è stata aggiornata la lista dei bonus non compatibili con l’attribuzione del reddito di emergenza per i lavoratori che hanno patito danni a causa della pandemia da Covid 19. Prima di andare alla scoperta dei dubbi interpretativi che da più parti sono stati sollevati in relazione all’analisi della norma, però, vale la pena di sottolineare che anche in questi mesi di crisi applavoro continua a essere un punto di riferimento prezioso per chi è in cerca di lavoro: insomma, va bene ricevere un aiuto dallo Stato, ma senza rinunciare alla possibilità di darsi da fare.

Le caratteristiche del reddito di emergenza

Si parla di reddito di emergenza per indicare una misura di sostegno economico che è stata prevista per i nuclei familiari che hanno sperimentato o stanno sperimentando delle difficoltà in conseguenza della pandemia da coronavirus. La sua istituzione risale all’articolo 82 del decreto legge n. 34 del 2020, il cosiddetto decreto Rilancio. In un primo momento il termine ultimo entro il quale le domande avrebbero potuto essere inoltrate era stato stabilito per il 30 giugno, ma in seguito questa scadenza era stata prorogata al 31 luglio al momento della conversione del decreto legge.

I requisiti da rispettare

Per poter ricevere il reddito di emergenza, un nucleo familiare deve avere un patrimonio mobiliare familiare che non superi i 10mila euro (con riferimento al 2019); un reddito familiare che non superi l’importo del reddito di emergenza (con riferimento al mese di aprile 2020); la residenza in Italia, riguardante il componente che presenta la richiesta per il reddito. Per ciascun componente oltre al primo, la soglia del patrimonio mobiliare familiare viene aumentata di 5mila euro, ma fino a un massimo di 20mila euro; lo stesso avviene se il nucleo familiare comprende anche una persona non autosufficiente o in condizione di disabilità grave. Infine, l’ultima condizione prevista per il riconoscimento del reddito di emergenza è il valore ISEE non superiore a 15mila euro, come attestato dalla DSU.

Anche gli occupanti abusivi possono ottenere il reddito di emergenza

Perfino coloro che occupano un immobile in maniera abusiva si possono vedere riconosciuto il reddito di emergenza. A loro, infatti, lo Stato permette di autocertificare la residenza all’interno dell’immobile occupato se del nucleo familiare fanno parte persone senza dimora, in difficoltà economica, portatori di handicap, malati gravi o minorenni. In pratica, tutti gli abusivi.

Quando il reddito di emergenza non può essere concesso

Il reddito di emergenza non viene erogato nel caso in cui si percepisca già il reddito di cittadinanza o se si ha un lavoro da dipendente che prevede una retribuzione lorda più elevata rispetto alla quota del reddito di emergenza stesso. L’importo a cui si ha diritto viene calcolato moltiplicando per 400 il valore della scala di equivalenza, che per il primo componente del nucleo familiare è pari a 1, e poi viene aumentato di 0.4 per ciascun soggetto maggiorenne e di 0.2 per ciascun soggetto minorenne. Il massimo che si può raggiungere, comunque, è di 2.1, per un importo di 840 euro.

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