L’incubo continua, la Fiorentina perde col Torino ancora una volta tra le mura amiche, se così possiamo chiamarle, e resta tristemente ultima in classifica con zero punti. Una partenza che nessuno immaginava, tante le aspettative, tante le speranze, alla luce di un mercato sia numericamente che economicamente importante.
Oggi, dopo la sconfitta col Frosinone, la Fiorentina voleva e cercava la prima vittoria, e invece i difetti e le lacune si sono nuovamente ripresentate. E questo è veramente il nodo più preoccupante. Una squadra che non è squadra, un insieme di figurine di un puzzle che non sappiamo alla fine cosa voglia essere.
Tanti quadri senza un muro dove essere appesi, così aveva descritto la situazione Grosso la settimana scorsa, e il muro, ma nemmeno una parete di cartongesso, si è visto anche oggi.
L’allenatore è sicuramente il primo responsabile ma non possiamo non evidenziare alcune perplessità che si sono anche da tempo evidenziate e che non possono non chiamare in causa anche il direttore Paratici.
Nella sua rivoluzione che ha visto muoversi qualcosa come 60 giocatori, c’è per chi scrive alcune considerazioni che non convincono. Si passa da un centrocampo affollato, ad un reparto, dove anche dopo la partenza di Mandragora, guarda caso, dove adesso numericamente siamo contati.
E non solo perché se la Fiorentina fino alla fine del mercato cerca un regista o un interdittore e non lo trova, qualche limite c’era ed è rimasto.
Tre terzini destri e uno solo a sinistra, aspettando il rientro di Parisi, gli ultimi arrivi per un modulo che fin dall’inizio era chiaro, fanno si ‘ che anche per un direttore come Paratici qualcosa stride.
Una squadra che non è ancora squadra, una squadra che non corre o almeno corre male, una squadra che non ha reazione, che alla prima difficoltà scompare.
Tre quesiti a cui vorremmo avere risposte, tre difetti che vorremmo vedere almeno in parte eliminati. Oggi dalla curva si è alzato il coro “ salta salta la panchina “, non è certo un bel viatico per Grosso. Un esonero penso che al momento non sia la soluzione almeno immediata, ma certamente una prestazione ancora una volta deludente o senza punti, non farebbe altro che farci venire alla mente il capolavoro di Thomas Mann “Morte a Venezia".
La Fiorentina sprofonda, terza sconfitta consecutiva: tutti a casa che è meglio
Scritto da Marco Materassi
Sport
05 Settembre 2026
Visite: 104



