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Lunedì 26 Ottobre 2026
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Scritto da marco materassi
Sport
26 Ottobre 2026

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Il risotto alla milanese, nell’anticipo è migliore della bistecca alla Fiorentina e regala con l’ennesima rimonta, all’Inter, che al novantesimo perdeva per uno a zero, una vittoria a cui ormai credevano in pochi.
E’ l’ennesima sconfitta per i viola, ancora tristemente penultima, l’ennesima volta in cui la difesa viola subisce due gol, e sono 19 in 8 partite, ma soprattutto è l’ennesimo colpo alle speranze che, con un risultato positivo, sarebbero tornate a Firenze.
Una partita che sulla carta per la disparità dei valori pareva segnata e che, invece, come spesso il calcio insegna, vedeva maturare al 90^ un risultato impensabile alla vigilia.
La Fiorentina, pur soffrendo, con un De Gea strepitoso, stava difendendo il gran gol segnato da Jimenez, ma come in un vecchio mondiale di ciclismo, perso a Gap da Bitossi, quando il traguardo era ad un passo, era  il tuo avversario a superarti e tagliarlo per primo.
Vanoli schierava la Fiorentina con un classico 4-3-3, e nel primo tempo i gigliati non rischiavano quasi nulla.
Con un palleggio insistito e con una difesa attenta e che non lasciava spazio agli avanti neroazzurri, la prima frazione di gioco terminava su di un logico zero a zero.
Nella ripresa però l’Inter aumentava il ritmo e la pressione sulla retroguardia viola cominciava a farsi sentire, De Gea però pareva insuperabile.
Era invece la Fiorentina dopo una bella ripartenza  a trovare con un gran destro di Jimenez il vantaggio.
L’Inter reagiva, adesso per la Fiorentina, era veramente difficile uscire dalla propria metà campo, anche se aveva con Gnonto subentrato a Mastantuono la palla del raddoppio. L’Inter nel frattempo colpiva due legni e costringeva De Gea ad un super lavoro. È proprio nel primo minuto di recupero, dei cinque assegnati Thuram segnava il gol del pareggio.
Un punto che avrebbe fatto tanto comodo, specie per l’aspetto psicologico ai ragazzi di Vanoli, ma passavano solo due minuti quando il sig. Mariani puniva con un calcio di rigore una trattenuta di Valdepenas, rigore che dopo le solite proteste Zelinski trasformava freddamente.
Due minuti ancora e la partita finiva con la vittoria dell’Inter per due a uno.
Cosa dire, potremmo parlare dei cambi effettuati da Vanoli, che non hanno sicuramente sortito l’esito sperato, ma solo per onor di cronaca bisogna non dimenticare che lo stesso Vanoli al 90^ vinceva ancora per uno a zero.
Un’altra triste domenica, un’altra sconfitta, un’altra settimana (anzi no, perché giovedì si torna di nuovo in campo) di critiche e riflessioni, ma che deve ora più che mai far riflettere chi questa squadra l’ha allestita e che ha il nome di Fabio Paratici.
Una squadra che oggi, nonostante i tanti milioni spesi a centrocampo, schierava tre dei quattro giocatori che lo scorso anno conquistarono la salvezza dopo un campionato che si pensava per la mediocrità irripetibile.
Errare è umano, ma perseverare è diabolico, e francamente un altro campionato di passione e di sofferenza era l’ultima cosa che Firenze si aspettava e meritava.

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