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Scritto da marco materassi
Sport
19 Ottobre 2026

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In un pomeriggio soleggiato, in uno stadio come sempre gremito, pur con i consueti limiti di capienza la Fiorentina, pur giocando una discreta partita viene sconfitta dal Como per 3 a 1. Una partita, diciamolo subito, anche se non solo per questo episodio, chiaramente influenzata da un errore del direttore di gara, che sul gol del vantaggio lariano non fischiava un chiaro fallo su Goncalves, da cui scaturiva il passaggio per il gol di Liberali.
Il Var non richiamava Di Bello e il gol veniva così convalidato. Un colpo che la squadra di Vanoli accusava, e che di fatto la  portava ad uscire mentalmente e fisicamente dalla partita, vuoto che portava al raddoppio del Como con il gol di Nico Paz. Il raddoppio subito scuoteva i viola che prima del contestato gol  lariano avevano avuto diverse occasioni per portarsi a sua volta in vantaggio.
Era Pongracic a risolvere una mischia accorciando le distanze e cogliendo proprio sul finire del primo tempo anche il gol del pareggio, gol che dopo un interminabile consulto al Var, nonostante il software fosse inutilizzabile, veniva annullato senza poter nemmeno vedere le immagini.
La ripresa si apriva con un clamorosa palla gol che Njie solo davanti a Butez non concretizzava.
Era però una Fiorentina diversa, che pressava e costringeva in Como a difendersi nella sua trequarti, ma proprio nel suo momento migliore la squadra gigliata di faceva sorprendere da un contropiede  che complice anche De Gea consentiva a Douvikas di segnare il terzo gol.
La squadra viola però non si rassegnava, e aveva intorno alla mezz’ora un’altra palla gol clamorosa, su un cross di Brescianini, ancora Njie a due metri dalla porta, solo di testa colpiva incredibilmente il palo, cosa più difficile,da fare anche volendo.
Su quel palo si spegneva la Fiorentina e il Como controllava agevolmente la partita fino al fischio finale del mediocre Di Bello. E’ chiaro che quattro punti in sette partite non si possano spiegare solo con un errore arbitrale o una ingenuità difensiva, ma è il risultato di una squadra che pur avendo buone individualità tutte al momento da verificare, non ha l’equilibrio per evitare la quinta sconfitta in questo inizio di stagione.
Una squadra dove alcuni problemi emergono quasi costantemente, come quello di una difesa che è la peggiore con 17 reti subite del campionato, così come per l’assetto del centrocampo, dove l’assenza ormai cronica di un vero incontrista concede ampie praterie alle squadre avversarie.
Un reparto quello centrale dove  per altro due dei più onerosi acquisti della campagna acquisti di Paratici non sono in campo. Atta, ai box per infortunio, e l’altro Oulai in panchina per scelta tecnica.
Da aggiungere anche la difficoltà a fare gol, e il quadro che si presenta agli occhi dei delusi e in parte già rassegnati tifosi viola, anziché un richiamo alla giovinezza, è ad oggi una triste natura morta. E tanto per non farsi mancare nulla il prossimo impegno della Fiorentina sarà a San Siro contro la capolista Inter.
Vanoli anche oggi in conferenza stampa post gara, ha evidenziato come la squadra non abbia mai mollato, e che al cospetto di una formazione sicuramente più forte non abbia certamente sfigurato, ma che come per altre partite ha accusato l’episodio contrario, uscendo di partita , errore che in serie A non ti viene perdonato.
Tanti quindi gli argomenti e i dubbi che ancora oggi circondano questa squadra, pazienza ed equilibrio è stata la richiesta di Vanoli, convinto che questo gruppo ha tutte le carte in regola per crescere e diventare una vera squadra.
Pazienza ed equilibrio, due vocaboli che nel mondo del calcio, sono merce rara e sicuramente in caso di acquisto costerebbero cari.
Specialmente in una piazza come quella fiorentina, dove già lo scorso anno la delusione per un campionato che nessuno poteva pensare così orribile, è ancora ben presente. E che dopo l’arrivo di un direttore sportivo con l’esperienza di Paratici, dopo una rivoluzione costata tanto alla proprietà che non ha chiuso i cordoni della borsa, anzi li ha aumentati, si pensava  finalmente ad un campionato ben diverso.
Parlare adesso di salvezza, o di un ennesimo anno di transizione, fa veramente male a chi ha a cuore le sorti della squadra viola. Non so anzi non sappiamo quanto sia ancora il credito di fiducia verso Paratici, accolto come un messia, da parte della tifoseria, l’unica cosa di cui possiamo essere quasi sicuri è la domanda che girava a fine partita tra i delusi tifosi: ma cosa abbiamo fatto di male per meritare queste delusioni?
Risposta non c’è, o forse chi lo sa, caduta nel vento sarà, come recitava la traduzione italiana della mitica canzone di Bob Dylan Blowin' in the wind.

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